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Grosseto

Secco, un manager candidato a sindaco

Secco, un manager candidato a sindaco

Milanese, classe 1947, si è sposato a Seggiano e abitava nel Giardino poi diventato di Spoerri

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SEGGIANO. Altro che forestiero! Gianpiero Secco, milanese, classe ’47, manager di alto profilo (ingegnere, si è sempre occupato di tecnologie avanzate dall’informatica alle telecomunicazioni, ricoprendo ruoli di crescente responsabilità in aziende multinazionali), candidato a sindaco di Seggiano per una lista civica orientata al centro-sinistra, “Uniti per Seggiano”, è vero che ha radici lombarde e esperienze di vita internazionali, ma una parte del suo background è seggianese.

«Sono venuto a Seggiano per la prima volta a 19 anni, mi sono sposato a Seggiano, come ha fatto anche mio figlio Jacopo, e abitavamo, mia moglie Elisabetta ed io al Giardino, diventato, una volta venduto, giardino di Spoerri. Poi abbiamo ristrutturato il podere di Santa Maria, nella campagna seggianese».

«Ho sempre amato questo territorio - prosegue - e nel corso degli anni si è trasformato in meglio, pur non perdendo la sua suggestione naturale. La doppia legislatura Rossi ha inciso molto in positivo e ha toccato tasti che vale la pena proseguire». Secco, dunque, indica una continuità col governo precedente nella sua azione politica, non lo mette in difficoltà il fatto di essere alla sua prima esperienza e vede Seggiano fra ambiente, turismo e food: «Seggiano fa parte dell’Unione e in questo contesto turistico deve muoversi. Totale integrazione nell’area comprensoriale. La grande risorsa di Seggiano sono i suoi prodotti, l’olio dop che ha bisogno di essere lanciato davvero sul mercato, e attorno a cui potrebbe ruotare sia un turismo straniero di alto livello sia un turismo italiano agganciato all’ambiente, ai sentieri, agli agriturismi. Un’operazione già brillantemente portata avanti dai due mandati Rossi e che io mi impegno a proseguire, incrementando la ricettività, scommettendo sul food, e sollecitando la crescita di un’imprenditoria legata a questo filone. E penso a un frantoio competitivo, ultima generazione».

Secco non glissa sui punti di debolezza e sulle necessità della comunità: viabilità, internet veloce, metanizzazione, tanto per dirne qualcuna, sottolinea Secco. Il quale puntualizza l’impegno per «una politica dei piccoli passi, da buon padre di famiglia». La sua appartenenza politica non la dice: «Non ha importanza conta quel che si fa e come si fa». ( f.bon)

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