La manifestazione
Risarcimenti al Puntone Zero euro per le barche ko
Per il disastro del 31 gennaio sono pronti i moduli per la richiesta dei danni Sono interessati case, terreni e infrastrutture: escluse le imbarcazioni affondate
SCARLINO. Il conto è stato fatto circa una settimana dopo, quando al Puntone si potevano ancora toccare con mano i segni lasciati dal disastro. Adesso però è arrivato il momento di saldarlo ed è piuttosto caro.
«Quando ho visto le cifre ho strabuzzato gli occhi» dice il sindaco di Scarlino Maurizio Bizzarri in consiglio comunale, pronto a chiedere l’approvazione sul debito fuori bilancio. I danni dell’alluvione del 31 gennaio alla cosa pubblica ammontano a circa 430mila euro, esclusi quei punti rilasciati in concessione, come la strada franata lungo la Fiumara, così come ovviamente i privati. Per questi, sono stati da poco pubblicati i moduli per la richiesta di un risarcimento dopo l’alluvione, e che riguardano tutto fuorché le barche affondate. Per queste, fortunato chi aveva l’assicurazione, gli altri resteranno a bocca asciutta. I moduli sono sul sito della Regione Toscana e dovranno essere consegnati entro il 9 maggio in Comune. «Si invia a tutti coloro (privati o aziende) che hanno avuto danni a abitazioni, terreni o infrastrutture, escluse le imbarcazioni» dice l’amministrazione in una nota. E se ora ogni scarlinese farà i suoi conti per chiedere un indennizzo allo Stato per quello che perso, il Comune i suoi calcoli li ha già fatti. Si tratta di 428mila euro di danni al proprio patrimonio. «Per fortuna abbiamo questi soldi» dice Bizzarri cercando di vedere il bicchiere mezzo pieno. Queste risorse saranno detratte dal titolo secondo del bilancio, ovvero le opere pubbliche. «Avevamo un gruzzoletto messo da parte grazie alla liquidazione con la società Sais e la vendita di alcune proprietà a Syndial». Trattative durate mesi e svanite in una notte, quella tra il 31 gennaio e il 1 febbraio, quando la piena del Pecora mise in ginocchio il Puntone. L’amministrazione però deve ancora chiudere un capitolo di questa vicenda: la strada che costeggia la Fiumara, franata insieme a un molo durante l’alluvione e che non tornerà transitabile per la prossima estate. Quel tratto è in concessione alla Promomar, la società a capo del porto turistico, e per rimetterla in ordine e in sicurezza ci vorranno 2 milioni e 800mila euro. Un’enormità, che farà capo per buona parte a Promomar, anche se dovrà fare la sua parte anche il Comune. Per questo le due parti stanno portando avanti una serie di incontri. E si cerca anche di capire come evitare che un disastro simile si ripeta. I lavori per le casse di laminazione (vasche che permetteranno di sgravare il fiume dalle piene) inizieranno entro fine anno, ma c’è almeno un altro inverno da affrontare prima di vederle realizzate. Quindi largo alle idee, come quella discussa ieri in consiglio comunale e condivisa da maggioranza e opposizione: togliere le barche dalla Fiumara durante la stagione pluviale. I disagi dovuti alle piogge però non si fermano soltanto al Puntone. Altro capitolo dolente il sottopassaggio del casone, allagato a ogni ondata di maltempo, per cui il Comune ha chiesto l’intervento della Provincia (la strada è di sua competenza). Poi c’è la cava di Montioni, dove c’è stata una frana nel punto dove vengono stoccati i gessi rossi, scarti della Tioxide. «La direzione dei lavori della cava ha programmato interventi immediati tra cui la rimozione dei gessi a partire dall’alto alla testa della frana, per ridurre le forze destabilizzanti con una riduzione di peso e il ricarico del rilevato di valle con tout-venant di cava» spiega Bizzarri.
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