Sicurezza
Mabro: dal cilindro (ri)esce Salvadori
È l’imprenditore pratese che voleva rilevare la società dal concordato, sua l’offerta più credibile presentata
GROSSETO. Si torna punto e a capo. L’incontro al Ministero dello Sviluppo economico di ieri sulla Mabro, almeno un punto fermo lo ha messo: un’offerta convincente c’è, ma è la stessa che c’era già cinque mesi fa. Cambiano i termini dell’accordo ma la proprietà potrebbe passare nelle mani della Bls srl, la società guidata dal pratese Giampietro Salvadori che era già stato contattato dall’amministratore unico Maurizio Santoro, quando la Mabro passò nelle sue mani dopo la gestione Barontini e Pacenti. Insieme a Salvadori, dovrebbe entrare anche l’imprenditore aretino Rossi.
Ieri a Roma il commissario giudiziale Giampiero Russotto ha consegnato la relazione con la quale avrebbe dovuto dare il proprio parere positivo per l’ingresso in Prodi bis evitando in questo modo il fallimento dell’azienda di via Senese. Russotto ha scartato l’ipotesi di una ristrutturazione aziendale guidata proprio da lui ma ha dato parere positivo all’ingresso in Prodi bis e quindi alla pubblicazione di un bando per la vendita dell’azienda. Questo a fronte dell’arrivo di un paio di manifestazioni d’interesse da parte di note aziende italiane del settore che avrebbero anche allegato una sorta di piano industriale.
Ora, tutta la partita passa nelle mani del giudice delegato dal tribunale di Grosseto, Vincenzo Pedone, che dovrà decidere appunto se ci sono tutti i requisiti indicati dal commissario per la pubblicazione del bando di vendita dell’azienda e, quindi, per andare avanti con la procedura di Prodi bis. Ma il nome che è venuto fuori all’incontro di Roma è lo stesso che era stato indicato da Maurizio Santoro per il salvataggio della società attraverso la procedura di concordato, che era stata però bocciata dal tribunale di Grosseto. Ci sarebbe un’offerta più articolata e soprattutto soldi veri per tirare su le sorti dell’azienda, dove resterebbero al lavoro 140 dipendenti su 216. Intanto, se il tribunale di Grosseto dirà di sì alla Prodi bis, i lavoratori avranno a disposizione due anni di cassa integrazione. All’incontro romano hanno partecipato tutte le sigle sindacali, provinciali e nazionali, oltre ai rappresentanti delle istituzioni: dall’assessore regionale allo Sviluppo economico Gianfranco Simoncini ai rappresentanti di Comune e Provincia.
Nella bozza di piano industriale presentato dalla Bls di Salvadori, ci sarebbero alcune differenze rispetto al precedente piano: soprattutto, ci sarebbe una fidejussione emessa da una banca italiana e non londinese come era successo in precedenza. Con Salvadori quindi, entrerebbe anche l’imprenditore aretino Rossi, sostenuto da Antongiulio Pacenti, ex socio di Barontini alla guida della Mabro.
Ora, dopo la pubblicazione del bando per la vendita, si potranno tirare le somme e capire davvero quale futuro avrà l’azienda.
E soprattutto i dipendenti, che da anni sono impegnati in una vertenza che è ancora lontana dall’essere chiusa definitivamente.
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