Lutto
L’Acquedotto del Fiora ha una nuova “casa”
La sede amiatina adesso è a Bagnolo: è nell’ex scuola elementare «Così andiamo a casa del cliente». Ma l’azienda punta anche ai servizi on line
SANTA FIORA. Quattrocentocinquantamila euro di investimenti da parte di Acquedotto del Fiora, cofinanziati con 50mila euro dal comune, per una sede all’ex scuola elementare di Bagnolo di quattrocento metri quadrati che ospiterà personale di sportello, staff tecnico e call center aziendale.
Taglio del nastro, ieri mattina, per la nuova sede di Acquedotto del Fiora a Bagnolo, frazione di Santa Fiora, con le forbici tenute dal presidente del Fiora Tiberio Tiberi e dal sindaco di Santa Fiora Renzo Verdi.
Una soddisfazione per entrambi, infatti, la nuova sede: per il presidente perché l’operazione va incontro a quell’esigenza di capillarità dentro i territori, che la politica del gestore persegue da tempo e soddisfazione per il sindaco, perché spostare dal capoluogo alla frazione di Bagnolo una sede così prestigiosa, significa dare nuova linfa vitale al borgo e dimostrare che anche in periferia si può lavorare con successo se c’è l’indispensabile supporto delle nuove tecnologie. Concetto rimarcato, poi, anche dal vicesindaco Balocchi.
Dopo che il parroco von Giacomo ha benedetto la nuova sede, ex scuola elementare ristrutturata su progetto dell’architetto Simona Seravalle e con l’impegno finanziario congiunto del Fiora e del comune, c’è stata la cerimonia del taglio del nastro a due mani davanti alle autorità, ai dirigenti e ai dipendenti dell’Acquedotto del Fiora (oltre al presidente Tiberi, erano presenti anche Paolo Pizzari, amministratore delegato del Fiora, Mirko Neri, direttore amministrativo e commerciale e Piero Ferrari responsabile risorse umane), ai vertici della società Wemay (Rita Menichetti, Anna Maria Longagnani, Roberto Vezzosi) che gestisce il call center, al vicesindaco Alberto Balocchi e a molti cittadini.
L’idea di dare all’acquedotto una nuova sede prese corpo due anni or sono, come ha ricordato il direttore Mirko Neri.
«Un bel connubio quello fra le periferie e le nuove tecnologie», ha commentato Neri, aggiungendo, poi, che l’idea del gestore è quella di «andare a casa del cliente e offrire un servizio a domicilio. Con il call center, con il sito internet, e favorendo i pagamenti anche in altre location dedicate, oltre la posta».
L’inaugurazione è stata insomma l’occasione per fare qualche bilancio e esprimere alcune linee guida dell’azione politica e sociale della società e del comune. «Il territorio gestito da Acquedotto del Fiora è grande 8mila chilometri quadrati ed è il quarto per estensione a livello nazionale dopo i tre gestori regionali della Puglia, Sardegna e Basilicata», ha spiegato il presidente Tiberi».
Oltre agli investimenti nelle infrastrutture, obiettivo primario del gestore il Fiora punta ad «una presenza funzionale sul territorio – ha proseguito Tiberi – che oltre che essere garantita con risultati di ottimo livello dagli operatori del call center è assicurata anche dai servizi offerti sul sito dell’Acquedotto del Fiora, su Facebook e su Twitter».
Il sindaco di Santa Fiora, Renzo Verdi, ha detto che quello del Bagnolo deve diventare un modello di decentramento ottimale di servizi: «Per i posti di lavoro che si possono creare, per l’emorragia di giovani che si potrebbe evitare», ha spiegato.
E infine l’attenzione del Fiora all’ambiente. Il motto “Naviga, condividi, twitta” significa velocità del servizio, risparmio, modernizzazione, cura dell’ambiente. «Piantiamo un albero ogni volta che risparmiamo una risma di carta», ha chiuso Tiberi.
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