Il Tirreno

Grosseto

Frana nella cava, paura a Montioni

di Paola Villani
Frana nella cava, paura a Montioni

Una banchina ha ceduto a causa delle forti piogge. Bizzarri: «Intervento delicato ma nessun pericolo per la sicurezza»

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FOLLONICA. Frana alla cava di Montioni, ma nessun pericolo per l’ambiente. Le forti piogge delle settimane passate hanno causato un cedimento di una banchina dell’area interna al parco di Montioni, dove da anni vengono raccolti i gessi rossi di scarto dell’azienda scarlinese Tioxide.

Il fazzoletto di terreno che è di competenza del Comune di Follonica, ma gestito dalle Bandite di Scarlino, è interessato da un piano di recupero che va avanti oramai da anni che prevede il riempimento della vecchia cava di quarzite (che nel passato forniva la materia prima utile alla realizzazione di svariati oggetti). In pratica con gli scarti aziendali si riempirà completamente il grande foro creato dall'uomo e da quel momento in poi la natura dovrebbe fare il suo corso per ricreare la macchia mediterranea dove non c’è più.

Nel corso degli anni non sono state poche le polemiche sollevate dagli ambientalisti rispetto a questo intervento: la preoccupazione maggiore riguarda l’inquinamento che un’operazione del genere potrebbe recare alla natura circostante. Ma oggi la questione è un’altra: qualche giorno fa Marco Stefanini, esponente dell’associazione follonichese La Duna, aveva sollevato dei dubbi rispetto alla condizione attuale dell'area.

«Cosa è successo – chiedeva Stefanini – la settimana scorsa alla cava - discarica di Montioni, dove sono stoccate centinaia di migliaia di tonnellate di gessi di scarto della produzione della Tioxide di Scarlino? Possibile che in una settimana né il sindaco, Maurizio Bizzarri, presidente delle Bandite di Scarlino che hanno il controllo dell’area, né l’amministrazione follonichese o altri soggetti interessati, abbiano avuto il tempo e la voglia di smentire o spiegare cosa è successo?».

Una delle collinette create con quei gessi è diventata una pianura: il dubbio era che si fossero coperti dei rifiuti. A smentire ogni voce circolata nelle ultime ore è il sindaco di Scarlino.

«Alcuni giorni fa un settore limitato dell’area destinata al ripristino ambientale nella cava di Montioni – spiega il sindaco Maurizio Bizzarri – è stato interessato da un cedimento dovuto alle forti piogge dei mesi di gennaio e febbraio. Ci siamo trovati di fronte ad un dissesto sul quale è stato molto delicato intervenire per il fatto che la frana è avvenuta a seguito di piogge di eccezionale persistenza, che hanno comportato la saturazione pressoché totale degli abbancamenti più recenti e quindi non consolidati; con i gessi internamente saturi d'acqua il movimento non si è arrestato spontaneamente, è stato necessario dare modo alla piezometrica interna di scaricarsi in modo consistente. La frana non ha comportato pericolo per gli insediamenti umani, che non ci sono, né per la sicurezza ed è stata gestita tempestivamente tenendo le deformazioni costantemente monitorate, in modo da poter prendere decisioni tempestive sulla riduzione della operatività del cantiere in caso di movimenti eccessivi».

La direzione dei lavori ha programmato una serie di interventi tra i quali è prevista anche la rimozione dei gessi a partire dall'alto della frana, così da ridurre il peso a valle. «Tali operazioni subito messe in atto dal gestore – conclude Bizzarri – hanno permesso che la normale attività potesse continuare in sicurezza; ad oggi i lavori stanno andando avanti e visto che andiamo verso una stagione climatica più favorevole speriamo nel non ripetersi di tali inconvenienti». Nessun rifiuto nascosto dall’oggi al domani, solo un problema dovuto al maltempo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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