Toscana
Appello a Napolitano. «Ridateci la festa del 4 novembre»
PORTO ERCOLE. «Ridate alla ricorrenza del 4 novembre lo status di festa nazionale che aveva un tempo affinché tutti, specie quanti hanno perso un caro nella Grande Guerra, possano rendergli i...
PORTO ERCOLE. «Ridate alla ricorrenza del 4 novembre lo status di festa nazionale che aveva un tempo affinché tutti, specie quanti hanno perso un caro nella Grande Guerra, possano rendergli i dovuti onori». L’appello viene dalla signora Maria Teresa De Angelis, presidente dell’associazione Donne Argentario che da una trentina di anni è impegnata, assieme ad altre volontarie, a migliorare il promontorio. E ne ha fatte di battaglie, Ada, dagli anni ’80 in poi. Sotto la sua “scure” sono passati gli ospiti illustri dell’Argentario che si erano privatizzati spiagge e accessi al mare da sempre stati liberi, amministrazioni di tutti i colori politici e per i problemi più diversi, dallo stato dei cimiteri ai disagi per raggiungere coi mezzi pubblici l’ospedale di Orbetello. E senza timori reverenziali, queste combattive donne sono riuscite a ottenere risultati che sembravano utopie. Come le sbarre e i cancelli fatti togliere dai sentieri verso i lidi più suggestivi. E ora la donne dell’Ada partono per la crociata “pro 4 novembre”. Anzi, sono alla stretta finale. Perché la De Angelis, che nella prima guerra mondiale ha perso il padre, ha già scritto (senza risposta) a tre presidenti della Repubblica - Cossiga, Scalfaro e il 20 ottobre 2011 Napolitano - definendo “vergognoso” il fatto che tanti portercolesi non abbiano un posto né un’occasione ufficiale in cui ricordare chi ha dato la vita per la Patria. «Perché dal 1977 il 4 novembre non è più festa nazionale ma “festa mobile” che si celebra la domenica antecedente? E perché a Porto Ercole non si fanno manifestazioni solenni? Sappiamo che gli appartenenti alle Forze Armate devono essere pagati ma, se lo Stato vuole risparmiare, può ricompensarli con un paio di giorni di ferie in più». E il posto in cui ritrovarsi, l’Argentario ce l’ha. È il monumento al Milite Ignoto eretto nel 1921 e arricchito, nel ’92 coi nomi dei dispersi locali fatti incidere dai Marinai d’Italia e, guarda caso, dall’Ada.
Paola Tana
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