Attenzione
Addio a Bubu, super tifoso del calcio
Alessandro Mulinacci, 48 anni, è stato trovato senza vita nel suo appartamento. Il cordoglio del mondo dello sport
GROSSETO. È stato probabilmente un malore, ma la polizia, con l’aiuto dei medici, sta cercando di fare chiarezza, a stroncare la vita di Alessandro Mulinacci, 48 anni, dipendente della Grosseto Parcheggi.
La morte potrebbe essere sopraggiunta nel sonno, visto che ieri mattina, intorno alle 10, i vigili del fuoco, chiamati dalla Questura, hanno ritrovato il corpo dell'uomo riverso in camera da letto, nel suo appartamento di via Alabastro, nel quartiere del Verde Maremma a Grosseto.
Il 118, entrato in casa subito dopo i vigili, non ha potuto purtroppo che constatare il decesso.
Ad avvisare le forze dell'ordine erano stati i familiari, preoccupati di non avere sue notizie da diverse ore: non rispondeva al telefono, né alla porta di casa, anche se fino a lunedì sera la situazione sembrava sotto controllo, perché Alessandro era di riposo.
Sembra che Mulinacci si fosse confidato di recente con un amico, dicendogli di avere dei problemi respiratori. Ma sembrava che la cosa fosse finita lì, considerata la notevole stazza fisica. Ieri mattina, invece, i vigili del fuoco, passati dal terrazzo dell'abitazione per entrare in camera, non hanno che potuto toccare con mano che per Alessandro non c'era più nulla da fare.
La notizia della scomparsa di Alessandro ha creato subito profondo cordoglio tra gli sportivi. Chi lo conosceva bene lo descrive un gigante buono, anche se spesso era un bastian contrario, brontolone, ma dall'animo nobile.
Appassionato di baseball, Bubu (così lo chiamavano i più intimi) non si perdeva nemmeno uno degli incontri che si disputavano allo stadio Jannella ed amava sistemarsi sulla balaustra, dalla quale si domina il diamante. Spesso, comunque, andava anche allo stadio Zecchini a tifare per il Grifone. Si divertiva a sfottere i tifosi avversari della sua Juventus, ma in maniera giocosa e solamente in maniera provocatoria.
Prima di lavorare con la Grosseto Parcheggi era stato un poliziotto, e un vigile urbano ausiliario, dopo aver trascorso un quarto di secolo anche al Ristorante Trattoria 2000 di via Etruria, dove la madre lavorava insieme ai parenti stretti della famiglia Petri.
È in quel locale, frequentato in passato dai giocatori dell’Unione sportiva, che lo ha fatto innamorare del Grosseto e a farsi tanti amici tra i frequentatori della curva, che adesso lo piangono, consapevoli di aver perso per sempre un amico vero.
Maurizio Caldarelli
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