Il Tirreno

Grosseto

Una nuova offerta per salvare la Mabro

di Francesca Gori
Una nuova offerta per salvare la Mabro

Oggi si torna a discutere al Ministero, poi spetterà al tribunale decidere sulla base della relazione del commissario

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GROSSETO. Una manifestazione d’interesse corredata da un business plan credibile è arrivata. E anche di questa si discuterà oggi al Ministero dello sviluppo economico dove è atteso il commissario giudiziale della Mabro, Giampiero Russotto, che consegnerà la sua relazione. Con lui ci saranno i rappresentanti dei sindacati e delle istituzioni. Poi, la palla passerà al tribunale di Grosseto che dovrà decidere, sulla base delle indicazioni ministeriali, se aprire la procedura di Prodi bis per la Mabro o se invece dichiarare il fallimento dell’azienda.

È una situazione ancora in bilico quella che si trovano a vivere i 216 dipendenti della fabbrica di via Senese, sospesi tra la cassa integrazione e la speranza di un futuro che per ora di roseo ha poco. Perché per verificare quanto credibili possano essere queste manifestazioni d’interesse servono ancora settimane. «Bisognerà arrivare almeno al bando di vendita della società - spiega Russotto - perché al momento di manifestazioni strutturate ne abbiamo soltanto due, ma è praticamente impossibile, in questa fase capire se il futuro della Mabro sarà legato a quei nomi o meno». In tanti si sono fatti avanti in questi mesi ma per ora una proposta seria e credibile pare non essere arrivata. «Ci sono stati imprenditori che sono atterrati a Peretola con l’elicottero per venire a parlare con noi - spiega il commissario - ma poi non c’è stato alcun seguito a quelle parole. Noi ce la stiamo mettendo tutta e forse l’unica svolta seria potrebbe davvero arrivare una volta che verrà pubblicato il bando per la vendita dell’azienda. A quel punto vedremo se davvero qualcuno è interessato a prendere la Mabro». Sull’interesse manifestato dagli imprenditori Calugi, Russotto non si sbilancia. «Ho parlato soltanto con il loro professionista - taglia corto - non li ho mai visti in faccia. So che ci sono stati degli incontri con le istituzioni, sia a Firenze che a Grosseto, ma io non ho nulla in mano per poter giudicare quest’offerta». Ora, dopo l’incontro al Ministero in programma oggi a Roma, la relazione del commissario finirà sul tavolo del giudice Vincenzo Pedone. E da lì si deciderà se ci sono i presupposti per salvare la Mabro o se invece il destino dell’azienda sarà quello di un fallimento. «C’erano imprenditori che si erano affacciati e che avrebbero preferito questa strada - spiega Russotto - ma è anche possibile che se riusciamo ad arrivare a un bando di vendita in Prodi bis, questi stessi possano decidere di farsi avanti sul serio e dare un futuro alla Mabro». Insomma, la parola fine alla vertenza è ancora lontano dall’essere scritta. I passaggi che mancano sono molti, ma almeno qualcuno che continui ad alimentare la speranza per i lavoratori sembra proprio esserci.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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