Il Tirreno

Grosseto

Il numero di consiglieri? Un’incognita

di Fiora Bonelli
Il numero di consiglieri? Un’incognita

Non ancora in vigore il decreto Delrio, ecco cosa succederebbe ai Comuni della montagna se la riforma sarà varata

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MONTE AMIATA. I partiti e i comitati elettorali stanno preparando le liste per le prossime elezioni di maggio e ancora non è certo da quali numeri saranno composti i consigli comunali.

Infatti le norme delle Finanziarie 2011 e 2012 avevano fortemente indebolito il potere istituzionale locale, riducendo drasticamente le rappresentanze consiliari e dell’esecutivo per i piccoli comuni. Contro queste decisioni di legge c’è stata una sorta di rivolta, con richiesta di modifiche che alla fine sono state parzialmente accolte nell’ormai chiacchieratissimo decreto Delrio. Ma il decreto, fermo da oltre due mesi all’esame del Senato, per diventare operativo ha bisogno di un’accelerata. Ed è proprio questa che hanno richiesto i rappresentanti della consulta nazionale Anci Piccoli comuni, la quale invoca un rapido sblocco del decreto, il quale diventa per i piccoli comuni questione di vita o di morte, perché da una parte ridefinisce al rialzo il numero dei consiglieri comunali e dall’altro dà la possibilità di un terzo mandato ai sindaci.

E’ per questo che il decreto va approvato prima delle elezioni e l’iter non è breve. «Aspettiamo di vedere se questo decreto entra o no - commenta il sindaco di Castel del Piano, Claudio Franci - la composizione delle liste dipende molto da quei numeri e il decreto interessa proprio noi».

Ma vediamo da vicino cosa cambia e quale è il quadro, confrontando la situazione attuale dei consigli, con quella che sarebbe se il decreto non passasse e come invece andrebbero le cose secondo il decreto Delrio. I consigli comunali attuali sono così composti: 16 membri per quelli superiori a 3000 abitanti e 12 membri negli altri comuni. Gli assessori sono stabiliti da regolamento comunale. Il decreto legge 138 stabilisce invece che per i comuni fino a 1000 abitanti il consiglio comunale è composto oltre che dal sindaco da 6 consiglieri. Nessun assessore. Per i comuni fra 1000 e 3000 abitanti il consiglio è composto, oltre che dal sindaco da 6 consiglieri e 2 assessori. Per i comuni da 3000 a 5000 abitanti, il consiglio è composto, oltre che dal sindaco, da 7 consiglieri e da tre assessori. Praticamente un pugno di consiglieri e un governo ridotto all’osso. Il ddl Del Rio, il cui testo è all’esame del senato rivede il dl n.138 togliendo la distinzione fra Comuni sotto i 1000 abitanti e sopra i 1000 e stabilisce per tutti quelli sotto i 3000, oltre il sindaco, 10 consiglieri e 2 assessori. Per i comuni fra 3000 e 10.000 , oltre il sindaco 12 consiglieri e 4 assessori. Per cui, i sei comuni dell’Amiata grossetana sarebbero interessatissimi al decreto, perché sono 6 le realtà comunali che vanno al voto: Arcidosso e Casteldelpiano sopra i 3000 abitanti. Seggiano, Castell’Azzara, Santa Fiora e Cinigiano con popolazione compresa fra 1000 e 3000. Per cui, se restasse in vigore il dl 138 Castel del Piano e Arcidosso perderebbero ben 10 consiglieri e 3 assessori. Col decreto Delrio ne perderebbero solo 4 con 2 assessori. Invece Seggiano, Castell’Azzara, Santa Fiora e Cinigiano col decreto n. 138 perderebbero 6 consiglieri e due assessori. Col decreto Delrio perderebbero due consiglieri e due assessori. Numeri esigui, ma che per i piccoli comuni montani significano rappresentatività e democrazia.

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