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Provincia abolita, tanti progetti al palo
Dalla rotonda di Marina alla rete museale, dal Piano dei rifiuti alla lotta alla violenza, ecco le incognite dopo il 24 maggio
GROSSETO. Tra due mesi esatti, il 24 maggio, consiglieri e assessori provinciali usciranno da Palazzo Aldobrandeschi chiudendo dietro di sé una porta che non varcheranno più. Gli organi elettivi delle Province, già “congelati” per evitare nuove elezioni, escono di scena. Così prevede il ddl Del Rio che dovrebbe trasformare le Province in enti d’area vasta. “Dovrebbe”, perché l’iter legislativo è in corso e l’esito non è affatto certo.
Tante le incognite su quale sarà la futura fisionomia di questi enti, c’è quella delle competenze. Chi si occuperà di progetti, regolamenti, iniziative, accordi, servizi fino ad oggi gestiti dalla Provincia?
L’unica cosa certa è che quando il portone su piazza Dante sarà chiuso, sulle scrivanie degli assessori resteranno diversi progetti che non si farà in tempo a concludere prima del 24 maggio. Importanti infrastrutture, iniziative a sostegno dell’imprenditoria e della cultura, decisioni di respiro interprovinciale e molto altro, aspetteranno senza sapere chi e quando si occuperà di loro. Un’incognita che si rifletterà direttamente sulla qualità della vita dei cittadini. Ecco quali sono.
Infrastrutture. L’assessore alle Infrastrutture Fernando Pianigiani ha la risposta pronta: «Ci sono quattro partite importanti: le due gare per la strada provinciale delle Aiole e per un lotto del Cipressino e due grosse operazioni a Grosseto, cioè la variante nord della circonvallazione e la rotatoria di Marina di Grosseto», spiega. Per la rotatoria, attesissimo intervento “salvaingorghi” d’estate, si è fatta la conferenza dei servizi e la Provincia sta espropriando i terreni. I lavori teoricamente potrebbero partire a settembre. «Staremo a vedere io a quel punto sarò già pensionato», dice Pianigiani.
Sviluppo rurale. Ciò che preoccupa di più l’assessore Enzo Rossi è completare l’unificazione delle Strade del vino e dei sapori, progetto principe per la promozione delle eccellenze enograstronomiche del territorio. «I tempi si allungheranno – spiega con amarezza – e sono preoccupato. Il compito di portare a termine il progetto spetta alla Regione ma queste tematiche locali si gestiscono meglio a livello locale». Più rosea, invece, la costituzione della Doc Maremma Toscana per la ratifica della quale è già fissato l’incontro con il notaio nei prossimi giorni, e per il Polo per l’innovazione tecnologica dell’industria agroalimentare ad Alberese. «I primi d’aprile – spiega Rossi – sarà costituita l’associazione temporanea di scopo». Slitterà a dopo il 24 maggio anche tutta la parte dei rimborsi agli alluvionati. L’istruttoria per gli anticipi è completata; resta da completare quella per i saldi. «La gestione resterà locale – spiega Rossi – e se ne occuperà il commissario e il funzionario. È importante chiarire che la Provincia non chiude».
Ambiente. Rifiuti, greenway e autorizzazioni sono le incognite che pesano in materia ambientale. «Abbiamo adottato il Piano interprovinciale dei rifiuti – spiega l’assessore Patrizia Siveri –. Ora però c’è tutta la fase delle osservazioni e la successiva approvazione che dovrebbe rimanere di competenza delle Province. Certo, se non ci sarà il consiglio, voglio vedere chi lo approva. A luglio in teoria si sarebbe potuto definitivamente approvare». Mancherà certo il tempo per il progetto sulle greenway, i sentieri alternativi alle strade da percorrere in bici, che aspetta un collegamento più solido con il mondo degli operatori turistici (a partire dalle convenzioni con gli agriturismi). «Anche i processi autorizzativi per i quali con fatica abbiamo più che dimezzato i tempi, da diversi anni a sei mesi, rischiano di tornare ad essere lunghi».
Scuola e cultura. Se la programmazione dell’istruzione non dovrebbe risentire molto dell’abolizione della Provincia di Grosseto perché «il grosso è stato fatto» – spiega l’assessore Cinzia Tacconi – molto ancora ci sarebbe da fare per rinforzare la rete museale e di arte contemporanea. «Quel che abbiamo fatto finora ha funzionato – spiega Tacconi – facendo aumentare i visitatori e creando nuove possibilità di fruizione. Venendo a mancare il soggetto coordinatore, non so che ne sarà del progetto».
Sviluppo economico. Per Meetup e il Suap, l’assessore Gianfranco Chelini è moderatamente ottimista: «Del primo abbiamo fatto il bando da poco, quindi un altro anno è garantito. Il secondo non finisce certo quando finiamo noi, ma il respiro non può essere lunghissimo. Chiederò che la Regione se ne occupi». La partita più delicata è un’altra. «È quella del laboratorio tecnologico da 5 milioni di cui abbiamo assegnato il bando e per il quale la scuola superiore Sant’Anna acquisterà un macchinario. Mi auguro che il progetto funzioni anche coi soli funzionari. Per quanto riguarda le mie deleghe, credo che possano farcela lo stesso con il ruolo di coordinamento della Regione».
Governo del territorio. «Mancando la parte politica della Provincia temo ci sarà un rallentamento nel governo del territorio e in particolare nei sette, otto regolamenti urbanistici a cui altrettanti comuni stanno lavorando e che senza il contributo attento della Provincia rischiano di trovarsi ad affrontare i comitati senza un interlocutore politico». Marco Sabatini, vicepresidente della Provincia, non nasconde i suoi dubbi. Anche sui porti. «Abbiamo ottenuto l’ampliamento del porto di Punta Ala, la pianificazione per l’Isola del Giglio, nuove regolamentazioni per Castiglione della Pescaia. Ma l’Argentario e Orbetello sono ancora in itinere e il rischio è che, mancando l’interlocutore che finora ha coordinato il lavoro, si rallentino i percorsi». Da capire anche come verrà gestito il Maremma wifi, il progetto che ha già collocato 100 antenne in tutta la provincia per far navigare gratuitamente i cittadini.
Bilancio e patrimonio. Poche preoccupazioni per il proprio operato per l’assessore Federico Balocchi. «Non lascio grosse cose in sospeso – spiega – forse l’unica incognita è la partita dell’ex casa dello studente (la Provincia ha chiesto alle associazioni di farsi avanti per presentare un progetto di recupero e gestione, ndr), che spero di poter chiudere prima del 24 maggio ma non so se ci riesco. Per il resto, credo che la carenza degli assessori provocherà delle disfunzioni».
Pari opportunità. E, infine, in un momento in cui la violenza di genere è un’emergenza che pare inarrestabile, tra i progetti che rischiano di rimanere al palo ce n’è proprio uno che si propone di dare un aiuto concreto alle donne. «Stiamo cercando di ultimare le pratiche per approvare il protocollo di reperibilità di alberghi e agriturismi disposti a dare alloggio alle donne nelle prime 72 ore dalla richiesta d’aiuto. Spero di portarlo nell’ultimo consiglio, quello del 9 aprile», spiega l’assessore Tiziana Tenuzzo. Sarà quella l’ultima occasione per tirare le somme. Poi il portone di Palazzo Aldobrandeschi si chiuderà.
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