Sicurezza
«Mi rifugiai qui per sfuggire alle bombe»
Ieri dopo 70 anni un grossetano è potuto tornare nel luogo in cui scappò da piccolo. E ha pianto
GROSSETO. Quando ha rivisto il cunicolo aperto in cui si rifugiò coi suoi nonni nel 1943, Umberto Spallone - grossetano di 80 anni, pensionato (ha fatto il dipendente comunale per 40 anni) - si è commosso. «All’epoca avevo 10 anni. Ora è la prima volta che lo rivedo aperto, e a rientrarci mi si è accapponata la pelle», racconta. Ha gli occhi lucidi. Rieccolo nel suo vecchio rifugio dopo 70 anni. Sono le 15,30 e l’emozione è incredibile. Umberto, con fare elegante, calca i corridoi, e guarda i soffitti fino a ritrovare il luogo esatto in cui stette per ore. Si rannicchia in terra nello stesso punto di allora. Lì ci racconta la sua bella storia e si commuove. «Abitavo davanti all’hotel Bastiani, in via Manin, coi miei nonni - dice - Avevo 10 anni. Quel lunedì di Pasqua del ’43 verso le 13,30 ero in casa, i grossetani si apprestavano a far la merenda a Pian di Barca, lungo l’argine dell’Ombrone. Ricordo bene: sentii il rumore, e impaurito mi affacciai di casa, vidi le bombe, in piazza Duomo vidi persone morire. Scappai giù coi nonni e si venne qui alla troniera. Stavamo rannicchiati, io ero proprio in questo punto (ci si siede, ndr), mi ci accucciai per ore e la paura era tanta. Sentivamo le sirene e cantavamo “O surdato ’nnammurato” per coprire il rumore. Poi per anni questo posto è stato chiuso. E io ho vissuto la mia vita col desiderio di rivederlo aperto. Il sogno si è avverato oggi, ho i brividi e sono felice: l’atmosfera non è quella di allora...». (el. gi)
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