Il Tirreno

Grosseto

«Scendo in piazza a Roma per difendere il mio posto»

di Ivana Agostini
«Scendo in piazza a Roma per difendere il mio posto»

Roberta Capitini, per anni dirigente scolastica di Albinia, ora rischia il ruolo Il Consiglio di Stato ha annullato il suo concorso: lei manifesterà con un sit in

2 MINUTI DI LETTURA





ORBETELLO. Ha 45 anni, è di Capalbio. Per un ventennio ha lavorato nella scuola come insegnante. Ora il suo futuro è appeso a una decisione del Consiglio di Stato. È quanto sta accadendo a Roberta Capitini, dirigente scolastica dell’istituto comprensivo Guelfo Civinini di Albinia che, per un vizio di forma del concorso che l’ha vista vincitrice insieme ad altri dirigenti, ora rischia il posto e dunque il lavoro.

«Nella peggiore delle ipotesi – dice la dirigente preoccupata – si torna a casa, dato che io e chi è nella mia stessa condizione abbiamo lasciato il posto da insegnanti per fare i dirigenti. Tutto questo è mortificante perché non è un nostro errore». Un passato da docente di scuola primaria e da due anni dirigente scolastica. Una scelta voluta con forza, quella della Capitini, compiuta perché credeva e crede tuttora nella scuola e nel ruolo delicato e di responsabilità che sono chiamati a svolgere i dirigenti scolastici. «La mia è stata una scelta consapevole di cambiamento fatta pensando di poter dare un contributo alla scuola. Il 25 marzo andiamo a Roma a fare un sit in davanti al Ministero della pubblica istruzione. Saremo 135 dirigenti toscani idonei». Sono pronti dunque a manifestare i dirigenti scolastici vittime incolpevoli della sentenza del Consiglio di Stato che rischia di far perdere loro il lavoro: «Abbiamo sostenuto un concorso durissimo – racconta la dirigente – che ha garantito senza dubbio l’oggettività della valutazione. Non sappiano cosa accadrà, c’è solo un vizio di forma perché era previsto che la commissione fosse composta da un congruo numero di appartenenti al ramo universitario ma non si sa quanto sia questo congruo numero. C’è un vizio nella nomina del presidente della commissione ma nella procedura di concorso non c’è nessun vizio». Professionisti che in questi due anni hanno lavorato nei loro istituti, svolto corsi di aggiornamento: «Chiediamo che venga riconosciuto il nostro lavoro, stabilizzato il nostro ruolo, non chiediamo sanatorie, il concorso era valido». Un istituto, quello di cui è dirigente Roberta Capitini, che ha conosciuto anche le difficoltà legate all’alluvione. «Sono fiera e orgogliosa di essere ad Albinia. Una scelta, quella di questa dirigenza, che rifarei e di cui non mi sono mai pentita. Nella scuola si fanno progetti che richiedono una certa continuità che risulta essere essenziale in un percorso di ricostruzione specie dopo quello che il nostro istituto ha vissuto nel 2012. Non chiediamo altro che un intervento per vedere realizzati e riconosciuti i nostri diritti, le nostre professionalità, il nostro lavoro».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Tasse, Tari, Imu e multe: da oggi parte la rottamazione degli arretrati – Come fare domanda subito

di Redazione web