Attenzione
Auto sradica il colonnino
Castel del Piano, ennesima “vittima” in piazza Garibaldi
CASTEL DEL PIANO. Deve essere stato un gran botto, quello che si è sentito in piazza Garibaldi a Castel del Piano alle 4,17 di ieri, tanto che molte persone, in piena notte, si sono affacciate per vedere cosa fosse successo e sono proprio loro che hanno annotato l’ora.
Il gran colpo era stato provocato da un’automobile che veniva giù dal viale di mezzo che porta a piazza Garibaldi. Era piovuto e quindi il lastricato era viscido. L’auto, condotta da un giovane, alla curva che porta verso il tratto di imbocco a piazza Madonna, è sbandata e ha fatto, sembra, un testa coda, abbattendosi con tutta la forza su uno dei grandi colonnini di peperino che circondano la piazza. Il colonnino si è rotto in tre pezzi.
Ma l’auto deve essersi ancora girata su se stessa e di colonnini ne ha buttato giù un altro, quello accanto al primo, e la parte rotta è rotolata e si è diretta come un proiettile verso l’edicola di Lucio Ginanneschi, che si affaccia sulla strada davanti all’incrocio.
«Mi è andata bene – dice Ginanneschi mostrando solo un’ammaccatura nel piede di cornice dell’edicola – potevo arrivare stamani e non trovarcela più. Ma anche chi ha avuto l’incidente deve essersi preso un bello spavento».
Immediatamente dopo l’incidente il ragazzo che guidava l’auto è stato soccorso dagli amici che si trovavano in un pub lì vicino e che avevano sentito il gran botto. Era sano e salvo. L’automobile, invece, ha avuto bisogno del carrozziere e è stata portata, di buon mattino, in officina per essere rimessa a posto.
Dei due colonnini, uno è stato cementato dagli operai comunal, l’altro, invece, dove più violento è stato l’urto e che si è spaccato in tre pezzi, sarà successivamente ripristinato.
«I colonnini ottocenteschi di questa piazza – commentano i molti che erano a vedere l’ennesimo disastro nella piazza – sono sfortunatissimi. Le automobili, o per disattenzione o per incidenti veri e propri ne buttano sempre giù qualcuno».
E per dire il vero, danni al pubblico patrimonio sono fin troppo frequenti a Castel del Piano: è recente quello provocato alla croce di Audibert di Montoto che è stata centrata, in due distinti incidenti, da un’automobile per ben due volte e che adesso, una volta restaurata sarà posizionata in un luogo più arretrato rispetto ad ora, «per cercare di salvarla», commenta il sindaco Franci.
Più volte il sindaco di Castel del Piano, Claudio Franci, ha reclamato maggiore attenzione per i beni della collettività. Tra questi, i vasi di coccio disposti davanti al palazzo comunale e ormai decimati dalle manovre degli automobilisti, le panchine del piazzone, quelle del laghetto dei cigni e, appunto, i colonnini di piazza Garibaldi.
Questi ultimi, costruiti nel 1810 in occasione della sistemazione della piazza per farvi correre i cavalli, sono di pietra locale, il peperino, hanno una storia importante, anche perché furono pagati con contributi di privati, sia residenti che forestieri che vollero contribuire ad abbellire la piazza più cara alla popolazione agli inizi del 1800. (f.b.)
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