Il Tirreno

Grosseto

Arrestata per stalking, la vittima è la madre

Arrestata per stalking, la vittima è la madre

Nei guai una giovane di 21 anni che ha tormentato la donna chiedendole di poter essere ospitata

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GROSSETO. E' una storia di grande disagio e sofferenza. Per lei, arrestata per stalking, come per la madre, che esasperata l'ha denunciata. Una storia ai confini del codice penale per i numerosi risvolti - di carattere psichiatrico, sentimentale, economico - che porta con sé.

Silvia (il nome è inventato) ha 21 anni, due figli avuti da un pregiudicato, un passato di cure al centro di igiene mentale, un presente fatto di incertezze e di un compagno temporaneo di cui conosce appena il nome di battesimo e il paese dove lui risiede. Silvia adesso è libera ma ha trascorso due notti in carcere prima dell'udienza di convalida: e adesso, per ordine del giudice, non può avvicinarsi e nemmeno telefonare alla mamma.

Che per lei è stata da quattro anni ed è l'unico punto di riferimento - il padre è separato e non abita più in città: è stata la madre a concederle l'uso di un appartamento in cui Silvia è rimasta per qualche mese. Poi anche quella forma di aiuto è giocoforza finita e la ragazza si è trovata di nuovo in difficoltà. Ha continuato a chiedere aiuto alla madre, le ha chiesto più volte di essere ospitata temporaneamente a casa sua. Le telefonate sono state numerosissime. Una prima volta la richiesta è stata accolta, una seconda la donna ha subordinato il suo "sì" alle sue esigenze di lavoro: «Vieni, ma soltanto nel pomeriggio: prima sono in ufficio». Ma Silvia non ce la faceva ad aspettare, le sue esigenze erano pressanti, forse l'approdo in quell'abitazione le è sembrato l'unico modo per restare aggrappata al mondo. Silvia non ha resistito e si è presentata già al mattino sul luogo di lavoro della madre, in pieno centro. E lì ha assediato la mamma fino a che questa, esasperata ha chiamato la polizia. Sono intervenute le Volanti, gli agenti hanno portato con qualche difficoltà Silvia in Questura. Qui, raccolta la denuncia della madre (in cura per depressione), sentito il sostituto procuratore Stefano Pizza, è stato formalizzato l'arresto anche per resistenza. Portata il cella a Pisa, assistita dall'avvocato Riccardo Lottini, Silvia è comparsa ieri davanti al gip Marco Bilisari che ha ascoltato le parole della giovane e ha convalidato l'arresto. Non più carcere ma comunque il divieto di avvicinarsi. Il ritorno in libertà non significa la fine dei problemi di Silvia. Che una volta fuori ieri si è trovata di fronte agli stessi interrogativi: dove andare a dormire, come fare a mangiare, a chi chiedere aiuto. Di lei, come anche dei suoi piccoli, si occupa adesso anche il Coeso. Perché il problema di Silvia non è soltanto il processo.

Pierluigi Sposato

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