Il Tirreno

Grosseto

Parcheggio dei Boboli, stop al ricorso

di Enrico Giovannelli
Parcheggio dei Boboli, stop al ricorso

Il Tar dichiara improcedibile la richiesta presentata dal condominio il Castello in merito alla sanatoria per le sbarre

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PUNTA ALA. Trovare parcheggio per chi non ha una casa privata d’estate a Punta Ala, vicino al porto, è quasi un’impresa. Va da sé dunque che avere a disposizione un’area di sosta è sicuramente un privilegio, da difendere a tutti i costi. E la vicenda del parcheggio dei Boboli, sopra il porto, in una zona considerata strategica per il facile afflusso, a pochi passi dalle attività commerciali, inizia oltre vent’anni fa precisamente nel 1990. E una recente sentenza del Tar sul contenzioso esistente ha di fatto lasciato tutto come allora.

Fin dagli anni Sessanta, con la nascita di Punta Ala come luogo di vacanze estive per eccellenza, era chiaro che avere aree di sosta adeguate era un’esigenza improrogabile nel breve periodo. Con la creazione della lottizzazione dei “Boboli”, questo aspetto è diventato così di primaria importanza. Molti gli attori interessati, con varie società che nel corso del tempo hanno venduto e acquistato, completando di fatto la lottizzazione, compresi i parcheggi di pertinenza, che in alcuni casi dovevano poi passare di proprietà al Comune castiglionese. Un anno importante nella ricostruzione della causa è stata l’estate del 1982, quando sono stati realizzati 151 posti auto, di cui 95 destinati ai condomìni di alcuni blocchi. Nel 1990 infatti, il condominio installava due sbarre ad azionamento elettrico a protezione del parcheggio situato dietro gli edifici costituenti il complesso residenziale dei Boboli, creando però molti disagi, tanto che le stesse sbarre venivano regolarmente divelte da ignoti. Per ovviare al problema veniva installato un ulteriore lucchetto, e da qui partiva la “causa” con il Comune che ne ordinava la demolizione con tanto di multa e ingiunzione di demolizione di sbarre e paletti di ferro.

Nel 2002 il condominio il Castello presentava una domanda di autorizzazione in sanatoria per le sbarre, con l’amministrazione che chiedeva una documentazione integrativa, e successivamente nel 2003, modificando la precedente ordinanza, ne emanava un’altra, facendo di fatto salire la contestazione fra le parti, e decretando poi con un’ulteriore ordinanza la decadenza della sanatoria richiesta.

Si arrivava così al 2004 con il condominio che depositava in giudizio l’atto di opposizione. Finalmente alcuni giorni la sentenza di fronte al Tar della Toscana: i giudici fiorentini, considerando quello che è poi successo anche negli anni successivi, hanno stabilito di rendere «improcedibile il ricorso, visto che l’interesse del ricorrente dall’annullamento del primo all’annullamento della determinazione sostitutiva era cambiato».

In soldoni, con le “carte in tavola” che sono state continuamente ridistribuite, come la richiesta di demolizione da parte del Comune e poi l’annullamento della sanatoria da parte della stessa amministrazione nei confronti della richiesta del condominio il Castello, sono di fatto decaduti i termini del ricorso. Con l’obbligo per il Comune di riesaminare però la domanda di sanatoria edilizia precedentemente richiesta dal condominio. Una situazione di stallo dunque, come se non fosse successo nulla, che ha fatto ritornare la situazione al 1990, in attesa della decisione di altri quattro ricorsi presentati sempre al Tar dai vari condomìni che rivendicano l’utilizzo esclusivo dei parcheggi esistenti nel comparto porto.

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