La manifestazione
I cacciatori riuniti querelano la Lav
La confederazione: «Diffamati e ingiustamente attaccati per le uccisioni dei lupi: non siamo né criminali né squilibrati»
GROSSETO. Una denuncia-querela (non è la prima) è stata presentata ai Carabinieri di Grosseto da tre associazioni venatorie. Nel mirino gli animalisti. Stavolta il destinatario è Giacomo Bottinelli, leader locale della Lega antivivisezione.
«Ogni anno nella sola Maremma si distribuiscono novemila licenze di caccia senza accurati controlli psicologici. Per non parlare dei quasi novantamila cacciatori in Toscana. Stiamo dando armi letali in mano a squilibrati senza preoccuparci delle conseguenze…». Queste erano alcune delle frasi con cui il responsabile di Lav Grosseto, Giacomo Bottinelli, aveva commentato nelle scorse settimane il ritrovamento di carcasse di lupi nel comprensorio Albegna-Fiora, insinuando, dopo aver attribuito i fatti agli allevatori, una qualche responsabilità dei cacciatori.
«Fu un attacco gratuito, destituito di qualsiasi fondamento - spiegano in una nota Luciano Monaci e Claudio Sozzi riferendosi a quelle frasi – e per questo motivo siamo stati i primi a sollecitare la reazione della neonata confederazione dei cacciatori, l’associazione unitaria recentemente costituta da Federcaccia, Arcicaccia e Anuu in rappresentanza di 70.000 doppiette toscane».
«Il tenore denigratorio, diffamatorio e offensivo – si legge nella denuncia-querela - appare manifesto, ed è chiaramente rivolto nei confronti di chi esercita l’attività venatoria, con toni per nulla continenti e manifestamente lesivi dell’onore e del decoro, della categoria, dei singoli e degli enti che le rappresentano, oltre che delle istituzioni. Infatti, prendendo spunto dall’uccisione dei lupi, peraltro da Bottinelli attribuita agli allevatori, egli finisce per accusare i cacciatori di essere, in buona sostanza, pericolosi criminali, squilibrati, addirittura potenziali assassini, specialmente in ambito familiare». Da qui la decisione di sporgere una denuncia querela e di interessare la magistratura per le eventuali violazioni di legge.
«Le asserzioni fatte da Bottinelli – si legge nel documento predisposto dai legali - sono non solo infamanti, ma altresì strumentali, non sorrette da alcun dato oggettivo e ovviamente non rispondenti a vero. Se la mancanza di continenza e la offensività intrinseca (che pongono le dichiarazioni del tutto al di fuori del diritto di critica) sono manifeste, è anche opportuno evidenziare l’insussistenza, a nostra opinione, di veridicità dei fatti presupposti, in quanto: in primis, il rilascio delle licenze di caccia (abilitazione) avviene secondo un iter preciso; e poi, seconda questione, esso è anche subordinato a certificazione medica. Inoltre, la licenza di caccia non abilita di per sé ed automaticamente al porto di armi, in quanto si tratta di separata autorizzazione di competenza non della Provincia, ma delle istituzioni nazionali».
Insomma le accuse non erano rivolte solamente ai cacciatori, ma anche alle istituzioni a vario titolo responsabili dei controlli previsti dalle vigenti normative per il rilascio della licenza di caccia e del porto d’armi.
«Noi – concludono Monaci e Sozzi - auspichiamo che anche le istituzioni pesantemente chiamate in causa dal responsabile grossetano della Lav facciano la loro parte».
Intanto la parola passa ora alla magistratura.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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