Sicurezza
Calci e pugni all’infermiera, condannato a quattro anni
GROSSETO. Aveva dato in escandescenze al pronto soccorso, dove era stato portato in stato di alterazione alcolica e aveva colpito con calci e un pugno al corpo l’infermiera che stava cercando di...
GROSSETO. Aveva dato in escandescenze al pronto soccorso, dove era stato portato in stato di alterazione alcolica e aveva colpito con calci e un pugno al corpo l’infermiera che stava cercando di calmarlo: lesioni gravi, perché la torsione del braccio sinistro aveva avuto conseguenze per il nervo ulrnare, al punto che l’infermiera aveva subito tre interventi chirurgici ed era restata assente dal lavoro per tre anni.
Quattro anni per lesioni e resistenza a incaricata di pubblico servizio la condanna del giudice Giovanni Muscogiuri nei confronti di Dan Porojan, 54 anni, originario della Romania, finito nei guai per un episodio avvenuto la notte di San Silvestro 2010. Qui Porojan era stato portato in ambulanza: si era alzato dalla barella reclamando le bottiglie di vino che poco prima aveva con sé e non voleva stare nemmeno nella sedia a rotelle, tanto che si era precipitato nella sala di aspetto dove in quel momento erano presenti anche numerosi bambini. L’infermiera aveva cercato di farlo tornare all’interno ma Porojan l’aveva scalciata per allontanarla e le aveva afferrato la mano sinistra, torcendole il braccio. Erano dovuti intervenire i carabinieri per mettere fine alla notte brava dell’uomo. Secondo il giudice «l’imputato era perfettamente consapevole e consenziente rispetto al pregiudizio alla altrui integrità fisica che con ciò andava ad arrecare nei confronti dell’infermiera che veniva in tal modo scompostamente aggredita; infermiera che dal canto suo continuava valorosamente ad adempiere ai doveri del proprio pubblico servizio paramedico sorreggendo e sostenendo fisicamente il paziente affidato alla sua responsabilità, evitando che questi arrecasse danno a se medesimo e alle persone presenti in ospedale». (p.s.)
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