Sicurezza
«No a vincoli archeologici su 7000 ettari a Capalbio»
Piano regionale per territorio e paesaggio, il presidente Marras chiede più coraggio: «Avremmo una serie enorme di problemi per le attività»
CAPALBIO. I piani regionali per il governo del territorio e per il paesaggio sono fondamentali per il futuro della Toscana, ma bisogna avere più coraggio sulla semplificazione. Lo sostiene con forza il presidente della Provincia, Leonardo Marras, che ritiene irrealistica un'area di 7.000 ettari a Capalbio sottoposta a vincolo archeologico. Si tratta della “Valle dell’oro”, nella zona del Giardino.
«Che territorio e paesaggio siano valori costitutivi che connotano fortemente l'immagine della Toscana nel mondo, nessuno osa più metterlo in discussione – scrive Marras –. Va quindi salutato positivamente l'arrivo in commissione affari istituzionali del consiglio regionale della nuova legge sul governo del territorio e del piano paesaggistico. Si tratta di strumenti indispensabili per il futuro della nostra regione, i cui contenuti possono essere migliorati in sede di esame della commissione. La legge sul governo del territorio, infatti, compie un decisivo passo in avanti per limitare il consumo di suolo, ribaltando l'approccio che negli ultimi dieci anni in questo Paese ha provocato la perdita di 1,5 milioni di ettari di terreni agricoli, 300.000 dei quali coltivati, con un terzo di questi terreni (500 mila ettari) finiti sotto il cemento di abitazioni, strade, centri commerciali, capannoni industriali. E i rimanenti intrappolati fra le costruzioni compromettendone l'uso agricolo (elaborazione Agriturist). E lo fa non mortificando il comparto manifatturiero dell'edilizia, come strumentalmente sostiene Forza Italia, ma chiedendogli di contribuire con una riconversione produttiva basata sulla rigenerazione urbanistica e ambientale delle città, e sulla riqualificazione energetica degli edifici».
Ma per Marras bisogna modificare la legge per semplificare le procedure di programmazione urbanistica e di autorizzazione edilizia. Al tempo stesso il presidente della Provincia chiede più coraggio per il piano paesistico regionale. «La rilevanza – dice – è fuori discussione, considerando quanto il paesaggio sia un trade mark della Toscana. Ma serve più coraggio. Perché il regime dei vincoli previsti dal piano rischia di tradursi in un eccesso di burocrazia, provocando a cascata problemi di gestione urbanistica e edilizia sui territori. Faccio un esempio concreto, che conosco bene per il mio ruolo di presidente della Provincia di Grosseto: il piano regionale prevede nella zona di Capalbio un irrealistico vincolo archeologico su un'area di 7.000 ettari. Di fatto configurando una delle zone archeologiche più grandi d'Italia, che se rimanesse tale - ma andrebbe giustificata rispetto al valore delle reali emergenze archeologiche - sottoporrebbe qualunque attività produttiva a una serie onerosissima di adempimenti burocratici e amministrativi».
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