Sicurezza
Farmacie, no alla mozione Cambia il servizio scuolabus
GROSSETO. Farmacie (bocciato) e scuolabus (passato e al centro di polemiche): questi i punti caldi del consiglio comunale andato in scena ieri. La proposta di delibera su Farmacie comunali riunite è...
GROSSETO. Farmacie (bocciato) e scuolabus (passato e al centro di polemiche): questi i punti caldi del consiglio comunale andato in scena ieri. La proposta di delibera su Farmacie comunali riunite è a firma 5Stelle. La bocciatura del consiglio arriva sonora, con solo Sel e lista civica Lolini Ppe a fare sponda ai grillini. Il testo illustrato da Giacomo Gori è chiaro: oltre al possibile riacquisto dell’intero capitale sociale di Fcr il movimento ne chiede un rilancio radicale. Sono linee d’indirizzo, ma vengono cassate. «Ora – dice Gori - attendiamo cosa vogliono fare: niente spezzatini, niente vendita, niente rilancio. Non ci hanno voluto dare ragione, ma in realtà il Comune sta lavorando nella direzione indicata dalla proposta di delibera». Tra l’altro, il regolamento comunale sulla governance delle partecipate «Obbliga il Comune a dare degli indirizzi alle società. Eppure, questo non è mai stato fatto. Bocciano le nostre proposte per un pregiudizio nei confronti del movimento». Duro anche Claudio Pacella (lista civica Lolini Ppe), che ribadisce: «Hanno provato a svendere i gioielli di famiglia e per fortuna non ci sono riusciti. La maggioranza deve nominare nel nuovo consiglio di amministrazione di Fcr persone in grado di dare slancio al servizio. Le farmacie possono essere molto più produttive». Passano le modifiche al regolamento per il servizio di trasporto scolastico curato (fino al 2018) da Tiemme. Gli studenti che prendono lo scuolabus sono passati, in un anno, da 375 a 190. La compartecipazione è rimasta sotto il 12%. Per l’assessore alla scuola, Luca Ceccarelli, «Occorrono cambiamenti per difendere il servizio e colpire comportamenti inadeguati. Questo senza toccare le tariffe e ponendo le basi di un negoziato con la Tiemme per modificare l'attuale contratto di servizio». Cambia il numero di scolari necessari per attivare una nuova linea: prima bastavano 10 bambini, oggi diventano 12. Stretta sulle disdette: se inviate dopo l’accettazione della domanda c’è una sanzione pari al 30% della quota annuale. Salasso che tocca il 50% per retromarcia ad anno iniziato. «Troppe volte le famiglie prendono con leggerezza gli effetti delle domande inviate, che comportano magari l'attivazione di un costoso servizio per poi trovarsi senza il numero minimo di partecipanti e, naturalmente, senza più la possibilità di sospendere una linea di trasporto scolastico su cui già contano altre famiglie». Cambia anche la dislocazione dei cosiddetti punti di raccolta degli studenti. Ma la civica Lolini Ppe, tramite il capogruppo Pacella, contesta: «Così facendo i ragazzi delle scuole di primo e secondo grado potranno salire sul bus a una fermata messa anche a 600 metri da casa. Una distanza che scende a 300 metri nel caso dei bambini delle materne. Una bella differenza rispetto a quando passava il pulmino sotto casa. Questo è l’ennesimo regolamento preconfezionato portato in consiglio comunale, un pacchetto precompilato». (m.b.)
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