La protesta
Una radiografia sbagliata costa 150mila euro all’Asl
Errore nell’esame all’ospedale di Massa Marittima: il paziente chiede i danni e l’azienda liquida la somma per evitare il rischio di un contenzioso giudiziario
MASSA MARITTIMA. Una radiografia sbagliata costa cara all’azienda sanitaria, che ha riconosciuto il danno e dovrà sborsare 140mila euro al paziente di turno. È successo all’ospedale Sant’Andrea di Massa Marittima nel 2008, dove una signora si era rivolta per una prestazione radiologica. Esame che poi, com’è stato appurato, non aveva evidenziato «una frattura plurifocale», con tutte le conseguenze del caso.
L’Asl 9 non vuol dare spiegazioni dettagliate in merito al caso e al tipo di errore, «per tutelare la privacy della persona», ma ammette che questa è la cifra “concordata” e ammessa al risarcimento dal Comitato gestione sinistri della stessa Asl 9 «sulla base della valutazione che il Comitato sinistri ha fatto in accordo con la persona».
Il Comitato in questione, com’è spiegato e premesso anche in delibera, è l’organismo che ha assunto in via diretta per l’Asl9 la gestione del rischio per responsabilità civile dal 1º novembre 2009, dopo la scadenza della relativa polizza per responsabilità civile verso terzi. È stato appunto questo stesso Comitato a prendere atto che, nel 2010, i documenti che la signora trasmetteva agli uffici tramite il proprio legale presentavano una «richiesta di risarcimento danni conseguente a prestazioni sanitarie radiologiche effettuate nel presidio ospedaliero di Massa Marittima nel 2008 le quali non avevano inizialmente evidenziato la plurifrattura focale»... Preso atto che il danneggiato ha «provveduto a sottoscrivere, a tacitazione della propria pretesa, l’atto di quietanza per l’importo complessivo di 140mila euro e rilevata la necessità di provvedere al pagamento delle somme indicate», lo stesso Comitato ha «proposto di corrispondere alla signora la somma omnicomprensiva di 140mila euro, a tacitazione della richiesta risarcitoria». Fatto il danno, via libera alla liquidazione del maxicompenso, che dunque coprirà in toto il tutto pur di non aprire la strada a un eventuale “maxi” contenzioso giudiziario. (el. gi)
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