Il Tirreno

Grosseto

«Il ponte accartocciato? La Provincia non c’entra»

di Fiora Bonelli
«Il ponte accartocciato? La Provincia non c’entra»

Palazzo Aldobrandeschi chiarisce chi è il committente dell’opera di Santa Fiora «Programmata e realizzata dall’Unione. Ora interverrà il direttore dei lavori»

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GROSSETO. Un ponte che si è accartocciato su se stesso ancor prima di essere inaugurato e la corsa a prendere le distanze dall’imbarazzante evento. Dopo il Comune di Santa Fiora, che si è dichiarato estraneo a responsabilità a proposito del crollo del ponte sul Rigo Secco che segna il confine fra Santa Fiora e Castell’Azzara, adesso è la volta dell’amministrazione provinciale a tirarsi fuori.

La strada di collegamento fra i due paesi dell’Amiata, una volta strada provinciale, adesso non lo è più – spiega Palazzo Aldobrandeschi – perché il tratto è stato dismesso e dunque anche le opere riguardanti la strada non sono più di competenza dell’amministrazione provinciale.

È la stessa provincia a fornire una storia dettagliata della variante alla strada provinciale Pitigliano Santa Fiora e del ponticino crollato prima del collaudo, nel tratto dismesso e in base alla ricostruzione fornita ben si comprende, sottolinea la stessa provincia in una sua nota, «come la Provincia non sia in alcun modo coinvolta nelle opere realizzate; quali e di chi siano le responsabilità; le caratteristiche dei lavori».

Ma ecco i fatti: a seguito degli eventi alluvionali del 1966 e di altri minori successivi, la vecchia strada provinciale 16 di Castell’Azzara (oggi strada provinciale 4 Pitigliano Santa Fiora) venne chiusa al transito in quanto pressoché impercorribile causa la distruzione della maggior parte delle opere d’arte. Tale strada si sviluppava parte nel comune di Santa Fiora e parte nel comune di Castell'Azzara. Considerato che il territorio del comune di Santa Fiora era ben servito con la sistemazione delle strade provinciali Val di Fiora e Selva e che la sistemazione della vecchia strada provinciale 16 avrebbe comportato un notevole onere finanziario, la Provincia si limitò a mantenere il tratto nel comune di Castell’Azzara (località Sorbino - Ponte Rigo Secco, al confine con comune di Santa Fiora) per una lunghezza di 1,640 chilometri, indispensabile per raggiungere le miniere del Siele da Castell’Azzara.

Successivamente, in accordo con il comune di Castell’Azzara, venne proposto di declassificare quel tratto stradale a strada comunale, mentre per il rimanente tratto nel comune di Santa Fiora (viste le condizioni di degrado delle opere d'arte e visto che il tratto in oggetto con la sistemazione delle strade provinciali limitrofe, Val di Fiora e Selva aveva perduto la sua importanza) si proponeva il passaggio al patrimonio provinciale e dunque la trasformazione da strada a terreno.

Riferendosi alla legge 26 del 12 febbraio 1958 (articolo 6), la giunta provinciale deliberò nel 1975 di chiedere alla Regione Toscana di declassificare il tratto di strada in questione e di passare al patrimonio provinciale il tronco dismesso in comune di Santa Fiora compreso tra Fornacina e il confine con il comune di Castell’Azzara in località Ponte Rigo Secco. L’anno seguente Castell’Azzara propone e accetta di classificare quel tratto stradale tra le strade comunali; mentre la Regione Toscana declassifica a strada comunale la provinciale 16 di Castell’Azzara nel tratto indicato.

«In sintesi – spiega l’amministrazione provinciale – le opere, realizzazione di un attraversamento del fosso Rigo Secco mediante installazione di finsider, sono state programmate e realizzate dall’Unione dei Comuni Colline del Fiora su strada forestale del Comune di Castell’Azzara. Le opere realizzate non riguardano in alcun modo la Provincia di Grosseto. C’è da aggiungere per completezza dell'informazione che il cantiere risulta ancora aperto e delimitato e l’attraversamento non è stato ancora collaudato. Sarà compito dell’Unione dei Comuni, come risulta abbia fatto il 13 marzo 2014, intervenire sul direttore dei lavori e sulla ditta costruttrice per ordinare il ripristino della sezione idraulica del fosso».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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