Il Tirreno

Grosseto

I renziani guardano oltre la sconfitta

di Alfredo Faetti

Poli ammonisce Giuntini: «Per vincere la sfida delle amministrative servono un Pd unito e un cambio di passo»

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MASSA MARITTIMA. A mente fredda, i renziani di Massa Marittima tornano sull’esito delle primarie e sul futuro del partito cittadino.

Scorrendo gli interventi dei vari protagonisti, si percepisce che l’amaro in bocca per la sconfitta è ancora forte, ma tutti guardano oltre, sia dentro che fuori dal movimento. Perché quel 47,4 per cento di consensi permette di dare indicazioni precise all’ala democratica poi vincitrice guidata da Marcello Giuntini. «Il Pd per vincere la sfida delle amministrative del prossimo 25 maggio contro le opposizioni si dovrà presentare fortemente rinnovato, unito e in grado di dare risposte positive e propositive a tutte le componenti sociali, economiche e produttive della cittadinanza» dice il candidato sconfitto, Sandro Poli.

Un Pd unito: è la preoccupazione principale sia della segreteria massetana sia dello stesso Giuntini, che già il giorno dopo le urne ha lanciato un appello allo sfidante chiedendogli «di farsi carico del consenso che ha ottenuto e di mettersi a disposizione del partito». In questo senso, nel ragionamento di Poli c’è la stessa lettura sull’esigenza di compattezza, ma nessun riferimento a un proprio impegno personale. Ciò non toglie una lettura chiara di quello che è uscito dalle primarie: «hanno sancito l'esistenza di una forte spinta innovativa unita alla richiesta di un cambio di passo nella gestione amministrativa del Comune» dice il renziano.

E forte di questo consenso, Poli lancia a Giuntini e la sua squadra il suo messaggio che sa tanto di avvertimento: o si ascolta questo nuovo impulso innovativo massetano oppure «qualunque altra scelta dettata dal compiacimento del momento o imposta da scenari incomprensibili, potrebbe essere indice di divisione e disorientamento e rendere quindi debole tutta la coalizione per le amministrative prossime e il futuro di tutto il centrosinistra massetano».

Ma all’interno del movimento vicino al presidente del consiglio non è tutto rose e fiori. Perché se da una parte i voti sono stati tanti, dall’altra ci sono diverse letture, come quella che dà l’assessore Flavio Zazzeri: «l'unico vero elemento trainante dei voti dell'area renziana è Renzi stesso – dice - Non basta accreditarsi del riferimento al segretario del Pd per raggiungere numeri confortanti nelle dispute territoriali». Una lettura che Zazzeri ritrova nelle primarie non solo di Massa Marittima, ma anche di Follonica e Piombino. «Le scelte politiche della parte renziana non hanno dato i risultati sperati: le cause possono essere ritrovate nel mancato coordinamento, nel poco seguito di alcuni candidati, o addirittura in strategie totalmente errate: fatto sta che è mancata la giusta dose di pragmatismo finalizzata al raggiungimento del massimo risultato con le forze disponibili». E adesso, in vista delle amministrative, secondo l’assessore (alla vigilia delle primarie dato come papabile candidato dei rottamatori), «servono delle scelte coraggiose e forti nella selezione delle persone in modo da arrivare ai traguardi auspicati senza avere recriminazioni su quanto deciso e proposto».

Insomma, «serve un rinnovamento politico, generazionale che dia l'impulso necessario a suscitare nei votanti lo stimolo di recarsi alle urne per votare Pd, Renzi e i rappresentanti del centro sinistra».

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