Il Tirreno

Grosseto

Pochi posti letto, sindacati in piazza

di Elisabetta Giorgi
Pochi posti letto, sindacati in piazza

«L’intensità di cura che non funziona, la dirigenza che guarda solo i conti: vogliamo dar forma al nostro disagio»

3 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. Alla fine le tensioni dei sindacati Nursing up e Usb, le proteste, le polemiche e il «disagio diffuso» sulla sanità si trasformeranno in una petizione. E non solo. Arriveranno gazebo, questionari, forse anche “porta a porta” o altre forme di protesta più o meno plateali per gridare tutto il disagio su un’organizzazione aziendale che non piace: dall’intensità di cura «che a Grosseto non funziona, o comunque mostra limiti evidenti e mette in gravi difficoltà gli operatori sanitari», alla mancanza (peraltro smentita più volte dai vertici Asl) di posti letto, ma che a detta dei sindacati si è mostrata in tutta la sua evidenza.

Ieri mattina, nella saletta rossa del Comune di Grosseto (luogo non scelto a caso), Nursing up e Usb hanno spiegato il loro “piano di guerra” sulla sanità. Non erano soli: intorno a loro si è coagulato un discreto gruppo di associazioni, partiti e movimenti riuniti in una sorta di forum che ha intenzione di tastare se sui servizi sanitari maremmani vi sia adeguato gradimento popolare, «dato che noi - dicono - non lo percepiamo». Sono (al momento) il Cinque Stelle, Rifondazione Comunista, Azione Civile, Alba. E poi il Forum Beni Comuni, il Comitato Sosteniamo Nottola, il Forum Nuova finanza pubblica e sociale, il Forum Cittadini del Mondo Amarugi, il Forum Ambientalista; la speranza è quella di ottenere nuove adesioni. Presenti ieri in Comune erano Gianni Bartolini e Luciano Savarese dell’Usb, Claudio Biagioni e Luca Giaccherini del Nursing up, Silvano Brandi del Forum Finanza pubblica, assente perché malato era uno dei principali promotori, Stefano Corsini. A detta di tutti loro, i grossetani più volte hanno manifestato forti disagi per com’è gestita la sanità, e gli stessi operatori («infermieri e medici che si trovano dalla stessa parte della barricata») sarebbero in grave difficoltà verso una dirigenza il cui «unico scopo - dice Bartalini - pare quello di ottenere un mero risparmio di bilancio, anziché produrre salute». C’è poi la carenza dei posti letto («che è uno degli indicatori...»), ci sono «i turni assurdi del personale». E non solo: uno dei problemi principali - prosegue Bartolini - è rappresentato da modello dell’intensità di cura: «concettualmente perfetto ma che in Maremma non funziona. La nostra sanità lo ha sperimentato per prima, ma senz’aver mai promosso una formazione adeguata sugli operatori, che a fronte di quest’autentica rivoluzione nella geografia dei reparti si sono trovati impreparati. Un modello che tra l’altro richiederebbe una logistica adeguata: invece l’ospedale grossetano si sviluppa in verticale», diventando imperfetto (e faticoso per gli operatori..) nell’accogliere un’organizzazione simile. «Ecco - dicono i sindacati - Con queste iniziative che proponiamo vogliamo dar forma al nostro disagio». Con azioni strutturate «dal basso».

Il maxi gruppo scenderà in piazza con un questionario sul modello Istat riadattato alla sanità locale (non solo “grosseto-centrica”), e che sarà presto a disposizione dei cittadini in migliaia di esemplari all’interno dei gazebo nelle piazze maremmane. L’input di fondo è presto detto.

«Non vogliamo che sia solo un questionario informativo: quei dati - dice Bartalini - serviranno per esercitare una pressione sugli amministratori». I quali, più che i vertici Asl, saranno in particolare i sindaci. E in primis quello di Grosseto, Emilio Bonifazi, nei confronti del quale è diretta l’ultima sollecitazione (o bordata). «Preferiremmo - è la conclusione - che il nostro sindaco avesse come interlocutori i nostri concittadini piuttosto che i vertici della Regione Toscana...».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze