Trasporti
Perde il posto, fa causa al Comune
Dopo 15 anni l’Ente non conferma il contratto all’architetto: lui chiede trecentomila euro di risarcimento danni
FOLLONICA. Ex dipendente del Comune di Follonica fa causa all'amministrazione per più di 300mila euro: dopo quindici anni di impiego nell'Ente del golfo, non è stato stabilizzato ma licenziato. «Voglio portare a conoscenza della città questa mia situazione a difesa di tutti quei precari, che mandano avanti l'attività dell'ente pubblico non vedendosi riconosciuti i loro diritti». Così l'architetto Fausto Biagioni spiega il motivo per cui ha deciso di rendere pubblica la sua condizione: dopo quindici anni di contratti a tempo determinato, a progetto, di collaborazione e di consulenza esterna il Comune di Follonica nel 2012 ha deciso che la sua professionalità non serviva più e quindi non gli ha rinnovato il rapporto e tanto meno ha provveduto a stabilizzarlo. «Il ricorrente – si legge nell'atto consegnato al tribunale grossetano dai legali di Biagioni - confidava in una conferma del rapporto, come era avvenuto per il quindicennio precedente vista la soddisfazione dei settori dell'amministrazione dove aveva prestato la propria opera e la mancanza di figure professionali idonee a proseguire la sua attività».
L'architetto ha iniziato a collaborare con il Comune nel 1998 quando attraverso un concorso ebbe un incarico semestrale.
Da allora (sempre in base a quanto riportato nel ricorso) e fino al 2012, Biagioni è stato chiamato per decine di volte e senza soluzione di continuità a ricoprire incarichi sempre a titolo precario: è passato dalla polizia municipale, ai lavori pubblici fino all'ultimo impiego nella pianificazione urbanistica. «In tali settori Fausto Biagioni ha ricoperto ruoli di alta specializzazione in una materia quale il traffico e la mobilità urbana strategici per il Comune – si legge ancora nel ricorso – Negli anni l'architetto ha contribuito in modo decisivo e indispensabile per l'amministrazione a predisporre vari progetti e a sovraintendere ad un ufficio essenziale alla gestione della città».
Il lavoro svolto è stato tanto e non di poco conto: ecco perché il professionista si aspettava di essere assunto a tempo indeterminato, tra l'altro insieme ad altri due dipendenti nel 2008 era stato inserito nel Piano occupazione dell'ente, piano dove si prevedeva una sua stabilizzazione.
Il ruolo che aveva Biagioni non rispondeva ad esigenze straordinarie e temporanee ma era un collaboratore “necessario”, come lo definiscono i suoi legali, all'interno dell'organico municipale.
La richiesta è quindi che siano dichiarati nulli i rapporti di lavoro a termine e si dichiari invece che dall'inizio era un'assunzione a tempo indeterminato per mansioni di funzionario apicale. E poi ci sono i risarcimenti per i danni subiti: 50mila euro la cifra richiesta per la perdita del lavoro, 155mila euro per il demansionamento rispetto ai titoli posseduti e mansioni svolte e altri 100mila euro per aver declassato un professionista.
Insomma in tutto sono più di trecentomila euro che Biagioni chiede oggi al Comune di Follonica: dalla sua ha testimonianze eccellenti, tra cui anche una relazione del consiglio dell'ordine degli architetti di Grosseto dove si contesta all'amministrazione l'impiego di Biagioni nell'organico senza il rispetto dei vincoli professionali, alla quale l'Ente non ha mai risposto. Ora, della vicenda, se ne occuperanno i giudici del tribunale.
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