Il Tirreno

Grosseto

Overdose fatale nel bagno del treno

di Francesca Gori
Overdose fatale nel bagno del treno

Riccardo Panni, 22 anni, è stato trovato morto da un addetto alle pulizie: inutili i tentativi di rianimazione

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ORBETELLO. C’era ancora luce, fuori, quando la sua mano ha sfiorato probabilmente quella di un pusher e nella sua tasca è finita una dose che puzzava di morte. Lui però quella puzza non poteva sentirla. Era a Firenze, c’era il sole che baciava i monumenti della città e probabilmente i suoi occhi si sono soffermati qualche istante sulla bellezza eterna di guglie e campanili prima di sprofondare di nuovo in quel buco nero che da qualche tempo si era aperto come una voragine dentro di lui. Ha comprato morte da un mercante qualsiasi, da qualcuno che forse nemmeno conosceva. Poi è salito sul treno regionale che da Firenze porta a Foligno. Finché un addetto alle pulizie, alla stazione di Magione, si è accorto della porta di quel bagno chiusa e del silenzio che risuonava al di là di quella parete. «C’è qualcuno chiuso dentro - ha detto - non riesco ad aprire».

Di là da quella porta c’era Riccardo Penni, 22 anni, di Fonteblanda.

Ieri mattina i carabinieri sono andati a casa dei genitori per avvertirli di quello che era successo. In quella casa Riccardo non abitava da qualche tempo. Aveva deciso di vivere così, alla giornata. Ma aveva tantissimi amici, che ieri sulla sua pagina Facebook non hanno fatto altro che digitare tasti e frasi, ricordare feste e musica, manifestare amore e affetto. E tanta incredulità, per la morte di un ventiduenne bello come il sole, con un naso perfetto e gli occhi profondi.

I genitori di Riccardo avevano cercato di farlo smettere, lo avevano anche affidato a una comunità di recupero. Ma non era riuscito a stare lontano da quella gioia effimera, da quella felicità sintetica che in pochi minuti lo faceva schizzare in paradiso. Bastavano pochi istanti e una siringa, come quella che è stata trovata venerdì sera dai carabinieri nel bagno del treno regionale.

Riccardo era partito da Firenze. Secondo gli investigatori, lui, la droga l’aveva acquistata proprio lì, per concedersi un viaggio lungo un altro viaggio, quello sul regionale che sfrecciava verso Foligno. È andato in bagno, nessuno degli altri 120 passeggeri che erano sul convoglio si è accordo della sua assenza. Pendolari stanchi, che rientravano a casa dopo il lavoro o per il fine settimana, in viaggio verso l’Umbria.

Si è chiuso dentro, poi si è accasciato ed è rimasto lì a lungo. Quanto a lungo è difficile da stabilire, ora.

L’addetto alle pulizie di Trenitalia era appena salito alla stazione di Magione. Aveva un compito: quello di pulire quel bagno. È andato dritto alla porta e l’ha trovata chiusa.

È arrivato il 118 insieme ai carabinieri di Magione. Per il ragazzo però non c'è stato niente da fare: una volta aperta la porta del bagno, e trovato in stato di incoscienza, una ragazza appena laureata in medicina ha provato a rianimarlo attraverso un lungo massaggio cardiaco in attesa dell'arrivo dei soccorsi. Ma qualsiasi tentativo è stato vano: il cuore del ragazzo ha smesso di battere. Le indagini hanno velocemente preso la strada dell'overdose mortale: nel bagno è stata infatti trovata una siringa che lascia davvero pochi dubbi sulla causa della morte. Riccardo non aveva documenti con sé: i carabinieri hanno scoperto la sua identità controllando il suo cellulare.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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