Il Tirreno

Grosseto

La Provincia “boccia” Terrarossa

di Renzo Wongher

L’Area sviluppo rurale dà il parere sulla variante: «L’eliporto porta un indebito incremento di suolo»

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PORTO SANTO STEFANO. Potrebbe essere interpretata come una bordata di non trascurabile potenza quella inerente la variante al piano strutturale e al regolamento urbanistico per l’ampliamento delle strutture ricettive del Golf di Terrarossa.

La bordata è rappresentata dal parere che l’Area sviluppo rurale e turismo della Provincia di Grosseto ha fornito all’Area gemella per lo sviluppo del territorio ed Energie Rinnovabili della stessa Provincia grossetana. Tutto inquadrato nell’ambito delle “osservazioni” presentate in relazione alla proposta di variante che interessa il Golf, non tanto per quanto riguarda il campo contenente le classiche 18 buche, quanto riguardo alle strutture ricettive realizzate e da realizzare ai margini del terreno dedicato all’attività agonistica.

Ma cosa argomentano gli uomini dell’area Sviluppo Rurale e Turismo? Intanto lamentano che «in via preliminare, tra i documenti pervenuti, non figura alcuna planimetria finalizzata a meglio comprendere i rapporti di collocazione delle opere». E ancora: «La descrizione generale degli interventi evidenzia motivazioni che possono risultare contrastanti al principio indicato di massima riduzione del suolo inedificato, nel rispetto anche più generale delle componenti floristiche». Qualche rigo sotto, a proposito dell’eliporto da costruire a Le Piane, il documento riporta: «Si deve constatare che la realizzazione di un eliporto possa rappresentare un esempio di indebito ed effettivo incremento del consumo del suolo, tra l’altro con una analoga struttura esistente nello stesso Comune (area di svincolo per la Feniglia), a pochi chilometri di distanza dal complesso Golf Argentario». Il “parere” prosegue: «Per altri aspetti, anche l’ampliamento del campo scuola rappresenta un opera scarsamente evidenziata nello “Studio” in esame per il quale era comunque da attendere, in questa fase, un progetto descrittivo di sufficiente portata nel contesto generale». Conclude l’Unità Operativa delle aree protette e biodiversità: «Si ritiene importante ricevere chiarimenti in merito alla progettualità e scopi più generali prospettati per il previsto sentiero storico-naturalistico».

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