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Il Monumento brilla nel centenario della Grande guerra
ARCIDOSSO. Nuovo look per il Monumento di Arcidosso, da venerdì sera illuminato con un nuovo impianto di ultima generazione, compresa, nella sua parte finale, l’illuminazione per la lapide che...
ARCIDOSSO. Nuovo look per il Monumento di Arcidosso, da venerdì sera illuminato con un nuovo impianto di ultima generazione, compresa, nella sua parte finale, l’illuminazione per la lapide che ricorda l’uccisione di David Lazzaretti, il profeta dell’Amiata.
Il restyling del Monumento e la sua messa in sicurezza rientrano nelle manifestazioni previste per celebrare il centenario della Grande guerra, ma inizia un anno fa circa, da quando cioè il presidente del consorzio forestale, Pier Paolo Camporesi, scelse proprio il Monumento come location per la festa degli alberi.
«Fu in quella occasione – ricorda Camporesi – che cominciammo a pensare a una risistemazione globale dell’area, ripiantando alcuni arbusti di bosso, con la successione a semicerchio proprio come avevano una volta».
Camporesi, come assessore all’urbanistica di Arcidosso, ha dunque proseguito la messa in cantiere del progetto che avrà anche interventi importanti nel prossimo futuro. «Intanto il tutto è stato messo in sicurezza e illuminato. La ditta che ha realizzato l’opera è la Fam di Grosseto».
Il Monumento fu costruito subito dopo la guerra «e tenerlo al centro dell’interesse collettivo – spiega l’assessore – significa anche ribadire i valori comunitari di pace, solidarietà, rispetto per il sacrificio. E dato che lo abbiamo sempre considerato il cuore arcidossino, abbiamo in progetto la risistemazione di tutta l’area».
In particolare le scale e i muri di sostegno che hanno urgente bisogno di intervento di ripristino. In cima alla lunga scalinata che conduce al sacrario, sarà allestita un’area panoramica, con sedute e tavoli. Da lassù si gode di un bellissimo panorama dalla parte della montagna, di monte Labro e dei borghi circostanti».
A Camporesi preme sottolineare l’impegno del suo assessorato nei confronti dei luoghi cult del borgo, specialmente le strutture storiche o legate simbolicamente a eventi di valenza collettiva.
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