La manifestazione
Betty Senatore, la voce de Il Sole
La speaker di Radio Capital testimonial per la Fondazione
GROSSETO. È famosa per la sua voce ma per gli amici della Fondazione Il Sole ha deciso di metterci anche la faccia, in nome di un legame con la sua città di origine che non si è mai allentato.
Lei è la grossetana Betty Senatore, brillante speaker radiofonica di Radio Capital e conduttrice insieme a Silvia Mobili del programma del mattino “Ladies and Capital”. Betty ha accettato la proposta del presidente della Fondazione Massimiliano Frascino di diventare la nuova testimonial della campagna del 5 per mille.
«Non solo l’ho accettata _ spiega Betty Senatore _ Mi sono sentita davvero lusingata. Vivo da quattordici anni a Roma ma torno spesso a Grosseto eppure non mi era più capitato di passare da viale Uranio. Per quel che ricordo questa struttura è nata dal niente eppure è un modello di serietà e di professionalità nell’accogliere le persone con gravi disabilità e nel dare sollievo e aiuto concreto alle loro famiglie».
Betty ha prestato il suo volto per uno spot che è già stato girato nei locali della Fondazione e che è ora al montaggio. «Il soggetto lo ha ideato l’agenzia Kalimero _ spiega Frascino _ mentre riprese e montaggio sono di Paolo Brigato che ci dà una mano gratuitamente. Insieme a Betty vedrete una bimba di sei anni affetta dalla sindrome di Down, Maria Chiara, alle prese con un gioco di mattoncini Lego». Lo spot girerà sui siti e sarà passato da Tv9, ma la campagna del 5 per mille del Sole quest’anno per la prima volta circolerà anche sulle fiancate dei mezzi della Tiemme.
Frascino fa qualche conto: «Puntiamo molto sul 5 per mille: gestire tutta la struttura costa circa 300mila euro l’anno, soprattutto perché continuiamo ad allargare l’offerta di servizi grazie ai nostri 15 operatori e ai 10 del servizio civile». Quanto alla presenza della piccola Maria Chiara nello spot ha un significato preciso. «È importante avvicinarci alle famiglie già quando hanno bambini piccoli disabili _ spiega Frascino _ perché si può lavorare sulla socializzazione. Ad esempio abbiamo creato un gruppo di sedici ragazzi, di cui metà autistici e metà normodotati: ogni sabato si trovano alla Fondazione per giocare insieme. Questo è importante perché servono cure, terapie, logopedia ma non dobbiamo dimenticarci che comunque i bambini disabili sono prima di tutto bambini e hanno bisogno di gioco mentre ai loro coetanei fa bene relazionarsi con chi ha delle difficoltà».
Tra i nuovi servizi ci sono la pet therapy con l’associazione Terapet e l’estensione della durata del progetto “Tempo libero, non tempo vuoto” passato da 4 a 8 ore settimanali di cui i ragazzi del Sole individualmente possono godere in compagnia degli amici del servizio civile. (s.l.)
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