Sicurezza
Via Tripoli off limits, parte la petizione
Lavori all’acquedotto: negozianti e residenti infuriati per un’ordinanza comunale che modifica la circolazione e i parcheggi
GROSSETO. Un pezzo di via che diventa per due mesi cantiere a cielo aperto e subito scatta la petizione di commercianti e residenti, che contestano un’ordinanza comunale. Succede in via Tripoli dove sono cominciati questa settimana i lavori dell’Acquedotto del Fiora per il rifacimento della rete idrica e fognaria nel tratto della via compreso tra le vie Cadorna e Aquileia. Da ieri si raccolgono firme alla tabaccheria gestita da Ivano Bargagli.
Ivano allarga le braccia: «Tra l’introduzione del disco orario in questo tratto della via e il nuovo senso di circolazione su via Cadorna ci hanno praticamente rovinato». Da giovedì il Garage Tripoli fino all’intersezione con via Cadorna si parcheggia solo con disco orario dalle 8 alle 20 su entrambi i lati della strada. Quanto al senso di marcia su via Cadorna è stato invertito a causa dell’apertura del cantiere. «Praticamente – spiega il tabaccaio - da via Porciatti qui non ci si arriva più e una volta che sei su via Tripoli e arrivi in via Cadorna puoi svoltare a destra o a sinistra, ma torni sempre al solito punto come in un giro vizioso che nuoce a tutti».
Da qui l’idea di provare con la petizione al comandante della polizia municipale. «Mettetevi nei panni dei residenti, tenendo conto che qui molti sono anziani – spiega Cinzia Nucciotti, tra i primi firmatari – Via Tripoli adesso per un terzo è blu (per gli stalli a pagamento, ndc), un terzo con disco orario e un terzo inaccessibile perché c’è il cantiere. Ben vengano i lavori del Fiora, ci mancherebbe, ma l’adozione del disco orario penalizza troppo i residenti».
Veronica Perrotta del Cartangolo, attività totalmente ingabbiata dal cantiere, lamenta anche la mancanza di vigilanza sui parcheggi della zona. «C’è uno stallo giallo su via Cadorna – spiega Veronica - destinato al carico e allo scarico delle merci (vale per soste fino a 30 minuti, ndc). Bene che ci sia, serve per i corrieri che possono scaricarci lì la merce. Peccato però che è sempre occupato da chi non dovrebbe, spesso perfino dai mezzi del Fiora. Così mi sembra troppo visto che è già difficile di suo convivere con il cantiere. È anche vero che è un bene che questi lavori vengano fatti e inevitabile che ci sia un po’ di disagio per tutti».
Quanto al sistema del disco orario Veronica è più possibilista rispetto ad altri colleghi negozianti. «Forse per noi è l’unica misura favorevole – osserva – inoltre dalle 20 alle 8 il residente ha la sicurezza di trovare posto. Vero è che se si aggira l’ostacolo, si piazza la macchina in sosta e si va a cambiare ogni ora il disco orario siamo al punto di partenza».
Alla petizione hanno già aderito anche attività di via Bengasi e via Aquileia dove non arriva più il flusso di auto che percorreva il tratto di via Tripoli adesso chiuso. «È chiaro – dice Ivano – che delle modifiche alla circolazione ne risentono tutti in tutta la zona, non è un problema di poche famiglie o pochi negozi». C’è poi il problema dell’illuminazione pubblica vetusta. «Questo è un problema noto – dice Veronica – La strada è troppo buia. La sera dopo una certa ora se uno è da solo affretta il passo e sta con il cuore in gola».
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