Sicurezza
«Nessun dolo Anzi, ci fu maggiore tutela della comunità»
GROSSETO. «Gli elementi non sono sufficienti - commenta l’avvocato Maria Giovanna Nannetti, che assiste Maria Luisa Bernardi - Sia sotto il profilo psicologico, sia perché non c’è stato un vantaggio....
GROSSETO. «Gli elementi non sono sufficienti - commenta l’avvocato Maria Giovanna Nannetti, che assiste Maria Luisa Bernardi - Sia sotto il profilo psicologico, sia perché non c’è stato un vantaggio. I contratti sono anteriori alla delibera e gli oneri di urbanizzazione sono stati pagati prima».
Nessun vantaggio, sottolinea l’avvocato Luciano Giorgi, che assiste Baldi e Rapezzi e che ha depositato una memoria in aula, perché «anzi la delibera stabiliva delle garanzie ulteriori a tutela della comunità». «Non ci sono pregiudizi per l’interesse pubblico né vantaggi per i privati - nota il legale - perché la delibera esclude la possibilità di offerta al pubblico o di utilizzo da parte di estranei al centro stesso. Ciò significa inequivocabilmente che l’utilizzo della foresteria è precluso all’utilizzo da parte di estranei, oltre che l’offerta al pubblico». In caso di inosservanza, aggiunge, «era prevista la decadenza della concessione, con revoca senza alcun obbligo di indennizzo».
«Francamente - osserva l’avvocato Carlo Valle, difensore dell’assessore Francesca Stella - al di là del merito non si vedono elementi che caratterizzino l’abuso d’ufficio. Del resto lo stesso giudice, leggendo il testo del rinvio a giudizio, sembra aver già escluso la violazione dell’articolo 42 del Testo unico degli enti locali». «Sul presunto dolo - conclude - occorre ricordare che prima di assumere le delibere, e mi riferisco anche a quelle precedenti, erano stati interessati i segretari comunali, era stato sentito l’ufficio legale, erano stati chiesti e acquisiti i pareri di professori universitari».(p.s.)
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