Attenzione
L’appello della Cisl: «Vigilare sulla Siena-Grosseto»
GROSSETO. L’annuncio dell’inizio dei lavori sulla ferrovia Siena-Grosseto piace alla Fit Cisl. La tratta interessata, che collega Siena con Grosseto, nel mese di ottobre 2013 era stata interessata,...
GROSSETO. L’annuncio dell’inizio dei lavori sulla ferrovia Siena-Grosseto piace alla Fit Cisl.
La tratta interessata, che collega Siena con Grosseto, nel mese di ottobre 2013 era stata interessata, dopo insistenti piogge, da alcune frane che avevano invaso la linea ferroviaria e di fatto causato l’interruzione del servizio ferroviario, «lasciando un vuoto e soprattutto senza una data certa per il ripristino del servizio - dice il segretario regionale del sindacato Stefano Boni - Il tracciato collinare serve dei centri abitati importati e per i lavoratori pendolari e studenti rappresenta un punto di riferimento irrinunciabile. Naturalmente il treno, rispetto ad una viabilità stradale che rappresenta deficit di sicurezza e di velocità, è un’opportunità anche per i turisti che in questi anni sono sempre stati numerosi».
Insomma, compito del sindacato sarà quindi verificare le dichiarazioni delle Fs -Rfi attraverso il passaggio dalle parole ai fatti, «rispedendo al mittente le prime indicazioni che volevano questa tratta ferroviaria inserita nel piano di chiusura dei cosiddetti rami secchi. Crediamo che anche la nostra presa di posizione del 29 gennaio 2013 abbia contribuito a sbloccare la situazione, oltre all’impegno dimostrato dalla Regione Toscana e dagli enti locali interessati che, pressando le Fs sono riusciti ad ottenere sia l’impegno a presentare un progetto di lavori da mettere subito in campo sia a mettere a disposizione le risorse finanziare necessarie stimate in circa 3 milioni di euro a carico di Rfi» . Per la Cisl è ora necessario invertire la tendenza riportando al centro dell’interesse generale il servizio pendolare e locale, con particolare attenzione ai territori più disagiati attraverso anche un piano di interventi infrastrutturali e ammodernando, sia dei binari che dei treni. «Non bisogna mollare il treno - dice ancora Boni - è un’opportunità: i ferrovieri che fino ad ieri facevano servizio in quel territorio attraverso i 16 treni che vi circolavano (circa 10 persone) capi treno e macchinisti, oggi rivedono aprirsi un’opportunità sia di tornare a lavorare su quelle tratte sia di sviluppo per altri ferrovieri che vogliono avvicinarsi alle proprie abitazioni».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
