Sicurezza
Delibera per l’ippodromo tutta la giunta a giudizio
Il 4 giugno la prima udienza dibattimentale per il sindaco Baldi e gli assessori L’accusa: Follonica Corse Cavalli favorita per foresterie e diritto di superficie
FOLLONICA. Se lo aspettavano, probabilmente, ma la lunga attesa fuori dall’aula gup - quasi un’ora e mezzo - prima che il giudice tornasse con la decisione, aveva forse alimentato qualche speranza. Così non è mancato un pizzico di meraviglia sui volti di chi, tra indagati e avvocati, attendeva il “dentro o fuori”: cioè il rinvio a giudizio o, magari, il non luogo a procedere di fronte alle contestazioni del procuratore Verusio e dei sostituti Pizza e Ferraro.
Il giudice dell’udienza preliminare Marco Bilisari ha comunque ritenuto sufficienti gli indizi di colpevolezza per rinviare a giudizio per abuso d’ufficio i componenti della giunta di Follonica che votarono unanimemente la delibera 79 dell’8 aprile 2010 in merito alla definizione dei rapporti tra Comune e Follonica Corse Cavalli spa in ordine alla costituzione del diritto di superficie per 99 anni e per l’edificazione di 167 foresterie. Non per tutte le contestazioni - il magistrato ha escluso un campo di azione - ma ha comunque rinviato al dibattimento la decisione se vi sia stato o meno un reato, e se sia stato commesso con dolo, che avrebbe finito per favorire la società.
Il 4 giugno la prima udienza dibattimentale nei confronti del sindaco Eleonora Baldi (difesa Luciano Giorgi) e degli assessori Maria Luisa Bernardi (difesa Maria Giovanna Nannetti), Davide Novelli (difesa Serena Ricci), Donatella Rapezzi (difesa Luciano Giorgi), Francesca Stella (difesa Laura Pacenti e Carlo Valle), Stefano Viviani (difesa Serena Ricci), quest’ultimo non più in carica.
Sarà in quella sede, davanti al collegio, che dovranno difendersi per il presunto dolo contenuto negli atti della giunta, che andavano a confermare e integrare precedenti determinazioni del consiglio comunale (del 2000 e del 2001), con un passaggio davanti al notaio. La giunta avrebbe esercitato un potere riservato al consiglio - e questa è una prima accusa che tuttavia sarebbe caduta all’udienza di ieri - e non avrebbe disposto «un divieto assoluto di alienazione e di affitto a terzi degli immobili - sostiene l’accusa - in quanto indicava tra i possibili fruitori delle foresterie dell’ippodromo anche i soci della Club House, senza stabilire alcun riferimento ai requisiti per l’iscrizione del socio in tale Club House e senza stabilire alcuna forma di controllo sullo statuto concernente la parte relativa all’iscrizione dei soci». Gli amministratori avrebbero dovuto saperlo, nota ancora l’accusa, perché il gip nel 2008 aveva notificato al Comune un decreto di archiviazione nel quale si affermava comunque l’illegittimità delle precedenti delibere adottate dal consiglio in materia di convenzione (appunto quelle del 2000 e del 2001).
Gli atti amministrativi avrebbero in ultima analisi procurato intenzionalmente alla Follonica Corse Cavalli e alla Cerretelle Follonica srl un ingiusto vantaggio patrimoniale, in quanto - sempre secondo la Procura - «le suddette foresterie potevano essere liberamente cedute o concesse nella disponibilità di qualsiasi persona, anche del tutto estranea all’attività svolta al centro ipppico». Le società ne avrebbero avuto un profitto perché avrebbero lucrato sia il corrispettivo delle vendite a terzi (maggiore rispetto a quelle riservate ai soci) sia il risparmio da 836mila euro derivante dalla corresponsione degli oneri di urbanizzazione, minori per una foresteria rispetto a un immobile residenziale.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google