Il Tirreno

Grosseto

Un tesoretto ridà fiato alla Maremma

Un tesoretto ridà fiato alla Maremma

Per i Comuni e per la Provincia la possibilità di spendere cifre più alte: un plafond da quasi dieci milioni

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GROSSETO. I Comuni della provincia di Grosseto hanno l’ok della Regione: potranno spendere 9 milioni e mezzo di euro extra patto di stabilità per mitigare il rischio idraulico e idrogeologico e per la ricostruzione post alluvione. Altri 2,4 milioni li potrà spendere la Provincia.

Sono gli effetti della cessione di quote del patto di stabilità che la Regione Toscana fa in favore di Comuni e Province e che la giunta ha deliberato lo scorso 10 marzo. Non contributi in denaro, si badi bene. Questi soldi appartengono già agli enti locali che però non potrebbero spenderli a causa del tetto di spesa imposto dal patto di stabilità. La Regione, forte di plafond quest’anno pari a 89,6 milioni di euro, ha potuto però “regalare” parte della propria capacità di spesa agli enti locali (33,6 milioni ai Comuni sotto i 5mila abitanti, 33,6 a quelli oltre 5mila abitanti e 22,4 alle Province).

Un aiuto di non poco conto, anche perché quest’anno per la prima volta è stata introdotta la possibilità di usare questi soldi per la ricostruzione post alluvione e la mitigazione del rischio idraulico e per sistemare le scuole, possibilità poi saltata perché tutto è finito nella ricostruzione post alluvione.

Eppure non tutti gioiscono. Perché se i Comuni più piccoli si sono visti accordare quasi l’84 per cento della richiesta (unica eccezione Montieri, che aveva chiesto di sforare di un milione di euro e ha ottenuto la possibilità per 247.647 euro), quelli oltre 5mila abitanti hanno ottenuto di sforare solo oltre il 37 per cento di quel che avevano richiesto.

«Ci considerano sempre il solito Comune ricco», sbotta Giancarlo Farnetani, sindaco di Castiglione della Pescaia. Il Municipio, duramente colpito dall’alluvione lo scorso novembre, avrebbe voluto spendere 300mila euro, ma ha ottenuto di sforare solo per 113mila. «È ancora bloccato il ponte che collega Buriano a Vetulonia – spiega il sindaco – e abbiamo frane a Buriano. E rispetto alle richieste dei danni alluvionali ci siamo mantenuti molto bassi. Le spese già sostenute non le abbiamo neanche segnalate alla Regione limitandoci alle spese da fare».

Una delicatezza che non paga. Al contrario, ad esempio, di Orbetello che ha chiesto di sforare per la cifra record (tra le richieste pervenute da tutta la Toscana) di 2,3 milioni di euro. «Abbiamo un progetto grosso sulle strade vicinali e sulle scuole», spiega l’assessore comunale al bilancio Roberto Miralli. Il suo Comune potrà usufruirne “solo” per 875mila euro, la quota più alta in tutta la provincia di Grosseto, ma comunque un terzo rispetto a quanto richiesto. «Ce lo aspettavamo – spiega Miralli – non ti posso certo accordare uno sforamento di 2,3 milioni. Però anche con 875mila euro si può fare molto.

Abbastanza potrà fare anche Monte Argentario che ha fatto una richiesta di sforamento di 1,3 milioni e ne ha ottenuto uno per 494mila. «Sono destinati a interventi sul fronte marino e di messa in sicurezza», spiega il sindaco Arturo Cerulli.

«Il nostro patto di stabilità – prosegue Cerulli – prevede un avanzo di 1,5 milioni di euro, cosa che ci impedisce di fare le opere, di mettere a posto le scuole. Si può solo tirare avanti, e questo dispiace, perché il Comune i soldi ce li ha, ma non ne è padrone». (f.f.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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