Proteste
«Troppa pioggia e mura vetuste»
Cana: gli esperti nominati dalla Procura hanno depositato la relazione sul crollo del 5-6 ottobre dell’anno scorso
CANA. Perché è crollato quel tratto delle mura quattrocentesche di Cana? Perché sono vecchie, appunto, perché l’evento meteorico del 5-6 ottobre scorso è stato eccezionale e anche perché la costruzione (più recente) fu mediocre.
Sono arrivate le prime risposte alle domande della Procura della repubblica, che per quel fatto ha iscritto nel registro degli indagati il sindaco Massimo Galli e il geometra Massimo Pellegrini responsabile dell’ufficio tecnico. Quelle risposte sono contenute nella relazione peritale affidata all’architetto Pietro Ruschi e agli ingegneri Anna De Falco e Mauro Sassu, che hanno preso in esame il tratto crollato, lungo 12 metri, alto in media 4 metri e mezzo e con un basamento di quasi 9 metri. Hanno scattato foto e allegato le analisi chimico-fisiche di campioni di malte del tratto crollato: «scarsa» la qualità dei leganti.
Crolli analoghi. Non è la prima volta che episodi del genere avvengono a Cana. Gli esperti hanno rintracciato interventi risalenti al 1986. E notando che vi sono toppe, stuccature, inserti di pietre, disomogeneità, frammentarietà e vegetazione rigogliosa, concludono che «gran parte del sistema fortificato del borgo di Cana presenta diffuse situazioni di precarietà statica, per motivi sia costruttivi che naturali». E comunque «il crollo non ha interessato la parte medievale ma una porzione ricostruita in epoca più recente, frutto di un rimaneggiamento di scadente qualità».
Manutenzione. A una domanda i periti non hanno potuto rispondere: quella sulla regolarità e rispondenza ai requisiti di legge degli interventi manutentivi o conservativi, perché non ci sono stati e gli ultimi sono appunto dell’86 e in altra zona.
La canaletta di raccolta. Posta al centro della piazzetta sovrastrante, è l’indiziata numero uno per lo scatenamento del crollo. Il temporale potrebbe «aver spinto con forza il tubo in pvc a valle della canaletta scollegandolo da questa fino a strapparla dalla bocchetta di collegamento col pozzetto di raccolta». Gli esperti pensano che la rottura del tubo in pvc possa «non essere la causa primaria del crollo ma può aver costituito la cosidetta “goccia che fa traboccare il vaso”, generando il ribaltamento delle mura».
Evento eccezionale.L’acqua piovuta quella notte ebbe intensità straordinaria (59,6 millimetri all’ora - tempo di ritorno ben 73 anni) e sicuramente non fu alla portata di un apparato fognario di ridotta estensione. Magari, osservano Ruschi, De Falco e Sassu, «la realizzazione di una soletta continua in calcestruzzo sulla piazzetta non è certamente la migliore tecnica realizzativa», «poiché altera l’assetto idrogeologico della parte sottostante».
Le risposte. I consulenti individuano le cause del crollo «in massima parte a vetustà e mediocrità costruttiva congenita delle mura, con causa scatenante l’eccezionale evento piovoso del 5-6 ottobre». D’altro canto non risultano interventi manutentivi recenti. Non solo: «le mura storiche sono in condizioni costruttive generalmente mediocri e necessitano di attente attività ricognitive, onde valutarne il loro grado di sicurezza, in vista di presumibili opere di consolidamento». C’è anche un’ultima risposta: «Le abitazioni sottostanti sono state danneggiate materialmente dal crollo, ma è opportuna una verifica tecnica a cura di un professionista abilitato». Per la ricostruzione, gli esperti raccomandano un parapetto ben ancorato e la verifica del corretto deflusso delle acque di scarico.
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