Finanza
«Spetta al Comune riparare la ciclabile»
Protemare: noi non abbiamo mai condiviso quel progetto e non è l’argine a franare
FOLLONICA. Spetta al Comune ripristinare la ciclabile che costeggia il fosso Cervia: i soci della Protemare ne sono più che convinti.
Il gruppo di follonichesi che ha in concessione l'alveo del canale di Pratoranieri e i relativi posti barca, dopo anni di tira e molla, spiega chiaramente perché ad occuparsi della sistemazione della strada realizzata qualche anno fa a lato del canale debba essere il Comune di Follonica e non la loro associazione. Prima infatti quel tratto non era asfaltato: quando sono state costruite le strutture ricettive al di là del Cervia si è reso necessario realizzare una via di scorrimento, dove è stata prevista pure una ciclabile; tutto il piano fu finanziato dall'amministrazione, dai villaggi che vi si affacciano e in una piccola parte anche dalla Protemare.
Il nodo del contendere è proprio il percorso ciclabile: dal 2009 infatti la pista ha iniziato a cedere in vari punti. Vere e proprie frane hanno reso pericolosa la via, come spesso hanno sottolineato alcuni follonichesi che utilizzano la due ruote. A chi spetta la sua sistemazione, visto che la strada è stata realizzata non solo dall'ente pubblico? Per i soci dell'associazione i fondi per ripristinala devono uscire dalle casse comunali.
«Le cause dei continui smottamenti dell'argine sinistro del fosso Cervia sono da ricondurre in via esclusiva alle opere di realizzazione della pista ciclabile e della strada che costeggia l'argine – spiega il presidente della Protemare – Il progetto non è stato condiviso da noi e tra l'altro non è mai stato fatto un vero e proprio collaudo, ma solo una certificazione di regolare esecuzione. L'intervento quindi non è a nostro parere stato fatto nel migliore dei modi: anche perché basta andare a vedere e si nota benissimo che è il cordolo della ciclabile e non l'argine a franare».
Le condizioni peggiorano giorno dopo giorno e adesso dalla Protemare chiedono un intervento urgente al Comune. «Invitiamo – si legge nella lettera inviata al municipio – l'amministrazione a provvedere, con la massima sollecitudine possibile a propria cura e spese, a rimuovere l'intero cordolo in cemento armato di sostegno alla pista ciclabile, semplicemente steso su terra di riporto, ripristinando un declivio dì argine compatibile con la sede stradale, provvedendo poi a realizzare la nuova staccionata di delimitazione della via». Dall'associazione ribadiscono che quei lavori non spettano a loro. «Per la comunità locale abbiamo realizzato a nostre spese il nuovo ponte sul Cervia: non ci siamo mai tirati indietro, ma stavolta non tocca a noi pagare quella sistemazione», conclude Trifance.
L'intervento permetterà alla Protemare di eseguire la manutenzione del corso d'acqua e la pulizia dell'argine, che altrimenti risulterebbero quanto meno pericolosi, e sopratutto a chi attraversa quella strada di farlo in sicurezza.
Paola Villani
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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