Il Tirreno

Grosseto

AMICI DEL CENTRO STORICO

«Non serve chiudere al traffico nei fine settimana»

«Non serve chiudere al traffico nei fine settimana»

GROSSETO. Contrari ai fine settimana a piedi: la pattuglia di chi vede di cattivo occhio la mozione presentata da sei consiglieri comunali (Rosini, Laurenti, Cossu, Tancredi, Felicioni, Buzzetti) si...

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GROSSETO. Contrari ai fine settimana a piedi: la pattuglia di chi vede di cattivo occhio la mozione presentata da sei consiglieri comunali (Rosini, Laurenti, Cossu, Tancredi, Felicioni, Buzzetti) si allarga. Da oggi, a combattere la scelta destinata a cambiare il volto del salotto buono e renderlo pedonale nei weekend c’è l’associazione Amici del centro storico. «Abbiamo sempre contestato coloro che per risolvere i problemi insiti ormai da anni considerano la chiusura al traffico la panacea di tutti i problemi».

Insomma, per gli Amici i guai che affliggono il cuore della città sono altri, non le auto. A cominciare dalle «strade poco pulite, piene di escrementi e sconnesse». Stesso discorso per «la mancanza della raccolta differenziata», vista come un handicap, o il degrado degli edifici pubblici e privati, con la saga degli ex: ospedale, Marracini, Chelliana. Secondo gli Amici del centro storico la sperimentazione proposta dai sei consiglieri, che prevede in sé diverse attenzioni ai residenti, come delle convenzioni ad hoc per sostare a ridosso delle Mura, è comunque l’ennesima scelta «che passa sopra alla volontà dei residenti che il centro lo vogliono vivo giorno per giorno». Si dimentica che il salotto buono «è già una zona a traffico limitato e che strade e piazze principali sono già pedonali e la sosta dei mezzi è prevista negli appositi stalli o nelle autorimesse private».

Secondo l’associazione fare riferimento ad altre realtà è «riduttivo». Comunque, se proprio si vuole avere un termine di paragone, «prendiamo ad esempio Siena, dove il centro non è chiuso al traffico dei residenti e dei trasporti merci». Ma c’è dell’altro: «Non tutte le strade o piazze hanno una vocazione commerciale, perché più marginali o più residenziali. E gli abitanti del centro devono essere considerati cittadini di Grosseto a tutti gli effetti e non di categoria inferiore». Infine l’ammonimento: «Il centro rappresenta il nostro quartiere. Se ci mandano via si perderà l’essenza stessa della città, perché un centro senza i suoi abitanti non è più niente».

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