I volontari di nuovo in campo per Proia Martedì una battuta
FOLLONICA. Ancora nei boschi, a battere la macchia. Centimetro per centimetro, spostando ogni foglia e guardando dentro a tutti i fossi. Dal canile dell’Enpa fino al lago del Bicocchi, allargando il...
FOLLONICA. Ancora nei boschi, a battere la macchia. Centimetro per centimetro, spostando ogni foglia e guardando dentro a tutti i fossi. Dal canile dell’Enpa fino al lago del Bicocchi, allargando il raggio d’azione ai confini con il nuovo ippodromo e i poderi che stanno a valle dal tiro a piattello.
Di nuovo nei boschi per trovare una traccia di Antonio Proia, l’83enne carabinieri in pensione scomparso nel nulla all’inizio del novembre scorso. Il giorno scelto è martedì prossimo, 22 marzo, e come tutte le altre volte, ci sarà un esercito di volontari e soccorritori professionisti a setacciare le campagne di Follonica. Sono passati quattro interminabili mesi da quando del pensionato si è persa ogni traccia, ma la speranza non è venuta meno.
Martedì, nel municipio del golfo, c’è stata una riunione operativa per organizzare un’altra ricerca: erano presenti la Vab, la Croce Rossa e la Protezione civile, impegnati dal primo momento in questo giallo senza fine. Un tavolo diretto dal vicesindaco Andrea Benini, che ha dato l’ok alla nuova spedizione dato che a coordinare il tutto, per norme di sicurezza, saranno i vigili del fuoco. Ci saranno anche altre associazioni a partecipare alle ricerche, come il Corbia, Associazione mare e monti e la Rocchetta. Un centinaio di persone unite dalla voglia di risolvere un mistero.
Erano i primi giorni di novembre quando Proia entra nella macchia dietro al canile con la sua famiglia, in cerca di funghi. Quella fetta di bosco la conosce come le sue tasche ed è ben delineata dalle strade rurali che la circondano. In tutto, parliamo di circa diciotto ettari. Ad un tratto però l’ex carabiniere smette di rispondere ai richiami della moglie, che vuole sentire la sua voce ogni dieci minuti proprio per saperlo lì vicino. Davanti al silenzio, la cognata parte per cercarlo, ma non lo trova. Nessuno lo troverà più da quel momento.
Una scomparsa strana: il punto in cui si trovava, come detto, è molto ristretto e i volontari lo hanno battuto a rastrello in ogni angolo, senza risultato. Non solo: Proia aveva delle difficoltà anche a camminare e non può essersi allontanato più di molto. Elementi che colorano la scomparsa di giallo e a cui ancora oggi nessuno sa dare una spiegazione.
Qualcuno ha creduto che il cadavere ritrovato l’11 marzo sulla spiaggia di Follonica potesse essere proprio quello dell’anziano, magari portati in mare dalle piene di quei giorni. Ma l’altezza tra il corpo ritrovato e dell’anziano scomparso non coincide e anche quell’ipotesi è tramontata. Così si torna a setacciare il bosco, sperando che ci siano ancora delle tracce capaci di risolvere il giallo una volta per tutte.
(a.f.)
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