Sicurezza
I predatori all’assalto anche a Valpiana
Gli allevatori: «Sono lupi quelli che ci hanno portato via otto pecore e un cane maremmano, il morso è inconfondibile»
VALPIANA. L'allarme dei predatori notturni di greggi arriva anche nella zona nord della provincia di Grosseto.
Il fenomeno, particolarmente intenso fra l'Amiata ed il capoluogo, comincia ad interessare anche le Colline Metallifere con branchi di pecore attaccati ed esemplari misteriosamente spariti dalle rispettive greggi. Ieri mattina il primo ritrovamento di un ovino completamente scarnificato nottetempo nella zona di Valpiana: a scoprire l'attacco i titolari dell'azienda agricola Campo all'Aia che hanno poi verificato l'assenza di altri otto dei loro capi di bestiame. «Qualche anno fa ci furono casi simili ma furono di scarsa entità numerica ed immediatamente attribuiti ai cani selvatici – spiegano i responsabili dell'azienda diretta da Giuliano Aronne e Graziella Vanni che allevano poco più di 500 pecore nella zona di Poggio al Mugnaio, fra Valpiana e Massa Marittima – Questo invece è il primo vero attacco importante negli ultimi anni alle nostre greggi. Abbiamo scoperto la carcassa di una pecora, con evidenti segni di trascinamento dalla collina nella quale stava pascolando fino ai margini del campo. Le interiora erano sparse poco lontano mentre l'animale che l'ha attaccata ha lasciato praticamente solo lo scheletro. Successivamente abbiamo provveduto a contare tutti gli altri esemplari ed abbiamo scoperto che rispetto alla sera prima ne mancano altri otto oltre ad un cane, un maremmano che era nel branco per difendere le pecore dai predatori».
Degli otto ovini e del cane nessuna traccia, solo qualche impronta sul terreno ancora evidente sul fango fresco e qualche segno di trascinamento sull'erba umida che si perde nei boschi vicini. Secondo i responsabili dell'azienda non ci sono molti dubbi sugli autori dell'attacco: «Per noi si tratta di lupi, e non uno solo. Il morso del lupo si riconosce perché ha solo due fori sul corpo della preda vicino alla gola, mentre i cani attaccano di solito alla pancia e non mangiano completamente tutta la carne della pecora. E' inoltre difficile che un esemplare da solo riesca a conciare una preda così come abbiamo trovato la nostra. È stato un attacco evidente perché nove pecore in meno si notano subito: nelle scorse settimane sono spariti in tempi diversi altri due esemplari ma avevamo dato poco peso all'episodio. Purtroppo con il ritrovamento della carcassa così ridotta crediamo che il fenomeno abbia raggiunto anche da noi una portata significativa. I veterinari Asl sostengono che si tratti di cani selvatici che però secondo noi si comportano in maniera molto diversa, mordono ma non scarnificano».
Insomma: l'allarme lupi sembra estendersi anche nel nord della Provincia. Con tutti i rischi ed i timori degli allevatori, alle prese con nemici esperti e profondi conoscitori del territorio.
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