Il dolore
Tracce di eternit su tetti e serbatoi, il Comune avvia la grande bonifica
MONTE ARGENTARIO. È sos amianto all’Argentario? Certo, non è il caso di creare quel clima di allarmismo che si respira in altre località del Belpaese a vocazione prevalentemente industriale. Da...
MONTE ARGENTARIO.
È sos amianto all’Argentario? Certo, non è il caso di creare quel clima di allarmismo che si respira in altre località del Belpaese a vocazione prevalentemente industriale. Da queste parti le uniche industrie presenti sono quelle per la costruzione di imbarcazioni in cui si lavora il vetroresina o si porta avanti la tradizione del legno. Uno degli ultimi atti dell’amministrazione comunale – l’affidamento ad una ditta specializzata della bonifica di alcune aree – dimostra comunque che resti di eternit sparsi sul promontorio, ci sono. Tracce di questo materiale risultato nocivo per la salute umana sono state rintracciate anche sul tetto del Palombaro, il ristorante sulle palafitte che il Comune ha deciso, non tra pochi problemi, di far demolire perché giudicato pericolante. D’altronde c’è stato un lungo periodo, tra gli anni ’50 ed ’80, in cui l’eternit veniva giudicato come uno dei migliori materiali per affidabilità e resistenza. Poi la corsa all’amianto si è fermata bruscamente di fronte al terribile aggettivo “cancerogeno” che gli è stato associato. Ma intanto chi lo aveva adoperato ne era rimasto in possesso. E, per disfarsene, qualcuno si è affidato ad esperti, mentre altri hanno pensato bene di gettare dove capitava gli oggetti che contenevano amianto.
Così è successo anche all’Argentario dove alcuni pericolosi per questa presenza sono stati rinvenuti in alcune aree pubbliche di Porto Santo Stefano e Porto Ercole quali via del Perale e via del Forte nel primo caso e via del Forte Stella di fronte al cantiere comunale per quanto riguarda la frazione. I sopralluoghi dei tecnici comunali hanno dato come esito il rinvenimento di resti di amianto su copertoni e piccoli serbatoi d’acqua. Rifiuti che normalmente si portano via con un furgone ma che in questo caso devono essere trattati con la massima competenza e professionalità. Per tale motivo, l’amministrazione dell’Argentario ha deciso di impegnare con urgenza la ditta Ewr di Grosseto, specializzata nel recupero e smaltimento di questo tipo di resti. Il trattamento di due cisterne in eternit, di altri pezzi contenenti questo metallo e di alcuni pneumatici verrà a costare al Comune 5.063 euro, Iva compresa. Una cifra ritenuta equa per rendere l’ambiente dell’Argentario più salubre.
Paola Tana
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