Attenzione
Quella stufa è fuorilegge
Una donna obbligata a demolire lo scarico del camino
MASSA MARITTIMA. Le stufe a pellet sono un caso ormai a Massa Marittima. Dopo i problemi riscontrati nelle case popolari a Prata, ora tocca anche al capoluogo fare i conti con una legge entrata in vigore da pochi mesi, che prevede che i camini debbano avere le uscite sopra i camini e non sulle fiancate di palazzi o case.
Un problema serio per i tantissimi cittadini che da sempre hanno il proprio riscaldamento installato in questo modo, oggi considerato un abuso edilizio. Ne sa qualcosa una donna che vive in via del Risorgimento, che a fine febbraio ha ricevuto un controllo da parte della polizia municipale. Il referto poi arrivato negli uffici del Comune spiega come i quella casa sia stata «installata una stufa a pellets con messa in opera di canna fumaria di scarico in facciata lato ovest, in assenza di autorizzazione, senza che la medesima sia stata poi prolungata oltre il colmo del tetto per la dispersione dei fumi».
Situazione che stride con quanto riporta il regolamento edilizio comunale, adattato alla nuova legge, secondo cui «ogni focolare, caldaia, od apparecchi di combustione in genere, dovrà avere una propria canna fumaria isolata dalle altre prolungata al di sopra del manto del tetto».
Lo spiega anche il Comune dell'ordinanza di demolizione: «la normativa tecnica vigente in materia di impianti tecnologici vieta, salvo specifiche deroghe, l’esecuzione di nuovi scarichi diretti a parete dei prodotti della combustione per apparecchi di tipo C», come appunto le stufe a pellets. E proprio in virtù di questo articolo, la donna di via del Risorgimento ha novanta giorni di tempo per demolire lo scarico delle propria stufa. In caso contrario, dovrà pagare una pari a quella di un qualsiasi altro abuso edilizio.
Il problema, in questo senso, non si ferma soltanto ai costi di cui ogni cittadino deve farsi carico per i lavori, ma va più in profondità. Mettiamo infatti che la stufa sia l'unico mtodo di riscaldamento in quella casa: come passerà la notte chi ci vive? La domanda se la sono posta diverse persone a Prata, dove il caso delle stufe a pellet ha colpito le case popolari. «Noi non abbiamo i soldi per poter cambiare il riscaldamento» hanno spiegato i malcapitati, che dall'ntrata in vigore della nuova legge non se la passano molto bene. Anzi. «Viviamo con la paura che un giorno il campanello suoni e sia un operaio arrivato per tappare il buco della stufa». E le notti tra i colli dove sorge Prata sono ancora molto fredde. (a.f.)
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