«Morte di Valentina, i medici non hanno responsabilità»
La consulenza dello specialista nominato dal pm scagiona i sanitari di Orbetello
Valentina Col è morta per «un evento improvviso (trombo-embolia polmonare) cui furono causalmente estranee le condotte sanitarie poste in essere presso il nosocomio di Orbetello».
È lunga quasi 200 pagine la consulenza tecnica del professor Vincenzo Fineschi, il direttore della scuola di specializzazione dell’Università La Sapienza di Roma, incaricato dal pm Laura D’Amelio di far luce sulla morte della 17enne romana, avvenuta il 25 agosto 2013 all’ospedale di Orbetello, durante un periodo di vacanza in Maremma. È lunga quasi duecento pagine ma le conclusioni sono raccolte in poche righe. Quella relazione, adesso depositata, costituisce di fatto un elemento a discarico dei medici del nosocomio lagunare indagati per le presunte negligenze. Nessuna responsabilità, dice l’esperto. E nessuna colpa nemmeno per chi l’aveva vista nei giorni antecedenti: «il decesso è altresì svincolato dalle prestazioni sanitarie occorse anche precedentemente al ricovero ospedaliero del 21 agosto 2013», scrive il professor Fineschi riferendosi alla clinica di Vallo della Lucania dove Valentina era stata sottoposta ad accertamenti.
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