Sicurezza
«Donati non mi ha mai fatto avances»
Argentariopoli, la testimonianza di una donna cubana al maxi processo per le pratiche urbanistiche ritenute illecite
MONTE ARGENTARIO. «Lei risponda a questa domanda: l’architetto Donati le chiese dei favori sessuali?» «No». «A lei Donati chiese dei soldi?» «No». Solamente a questo punto, soddisfatto, l'avvocato Luciano Infelisi difensore dell'allora responsabile dell'ufficio tecnico di Monte Argentario si siede. Si è infervorato nella piega tendenzialmente pruriginosa che l'ennesima udienza del processo Argentariopoli con 46 imputati ha preso in fondo alla mattinata. Un'udienza iniziata con la deposizione di un vip del Promontorio, Pamela Villoresi, chiamata a parlare dal sostituto procuratore Stefano Pizza.
E proprio il pm, ascoltando una testimone di origine cubana che per due volte si era rivolta ad Augusto Donati per una faccenda che interessava due anziani malati proprietari di un immobile, aveva introdotto il tema delle avances. Un tema subito contestato dalla difesa dell'architetto - presente in aula e ironicamente sorridente di fronte a queste parole mentre scuoteva la testa- perché di quelle avances si parlava non nel verbale firmato in Questura dalla donna ma in un'annotazione di servizio che il poliziotto aveva inviato al pm contenente confidenze ricevute dalla stessa a margine delle sommarie informazioni testimoniali. «E' vero che Donati le fece delle avances?« ha chiesto alla fine l'accusa dopo aver preso più alla larga il discorso: la donna ha risposto no e così ha detto anche alla difesa, che ha poi chiesto di valutare l'opportunità di indagare il poliziotto. Il presidente del collegio, Vincenzo Pedone, ha comunque ritenuto pienamente legittima l'annotazione di servizio. E si parlava di soldi, sì, nella intercettazione ambientale di un colloquio tra i due, ma la difesa ha fatto dire alla testimone che non ci fu alcun tipo di concussione e che anzi l'architetto aveva ammonito a non fare i lavori, essendovi un sequestro di mezzo. Il difensore si era talmente accalorato nello "scontro" con il pm che il presidente è dovuto intervenire per rasserenare gli animi.
Molto più tranquillo l'inizio dell'udienza, quando in aula era comparsa Pamela Villoresi. Occhiali da sole che ha potuto tenere a causa di un fastidio agli occhi, l'attrice ha risposto a un tema introdotto dalla deposizione della polizia giudiziaria, quando erano scaturite presunte pressioni di un altro imputato, l'ex assessore all'urbanistica e vicesindaco Massimo Castriconi, per far cambiarle il tecnico che stava seguendo i lavori nel giardino della sua villa: «Mai avuto pressioni», ha detto, ripetendo tale affermazione anche al difensore di Castriconi, Alessandro Risaliti. «L'ho cambiato perché non era soddisfacente. E anche il sostituto per la verità non mi ha fatto il lavoro che volevo». Nessuna pressione hanno detto anche i rappresentanti della società Agricola 2000. Sono stati poi sentiti altri testimoni.
Le prossime udienze sono state fissate per il 9 aprile, 7 e 28 maggio e il 2 luglio.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
