Il dolore
Contributo affitti, 300 famiglie escluse
Su 920 ammesse in graduatoria dal Comune ne saranno soddisfatte 600: 120 gli sfratti per morosità
GROSSETO. Solo 550, forse 600 richieste di affitto agevolato su 920 ammesse in graduatoria saranno soddisfatte per l’anno appena trascorso. Oltre trecento famiglie si vedranno negare quello che per loro rappresenta un aiuto indispensabile per garantirsi un tetto. Mentre 120 sono state sfrattate solo a Grosseto per morosità.
Con questa premessa si apre sabato all’Hotel Granduca a Grosseto (inizio alle 9,30) l’undicesimo congresso del Sindacato unitario nazionale inquilini e assegnatari (Sunia), dedicato quest’anno all’affitto sostenibile.
«Il contributo all’affitto viene erogato dai Comuni e ha visto una riduzione dei fondi negli anni», spiega il segretario generale Demetrio Cozzupoli. «Prima si poteva contare su un finanziamento dello Stato e infatti aspettiamo con ansia il decreto Lupi con cui il governo Renzi dovrebbe stanziare nuovi fondi per il contributo all’affitto, 100 milioni all’anno per tutta l’Italia. Poco, rispetto alle cifre che venivano erogate al tempo del governo Prodi, che erano di circa 500 milioni di euro. Tuttavia va detto che la Regione Toscana, così come il Comune di Grosseto e altri Comuni ad alta densità abitativa, hanno cercato sempre di recuperare risorse per questo settore».
Nonostante gli sforzi delle amministrazioni pubbliche, le difficoltà dei cittadini a pagare l’affitto restano e sono testimoniate dai numeri. Secondo i dati raccolti dal Sunia, la domanda soddisfatta è molto bassa. Per accedere al contributo affitto del Comune di Grosseto per l’anno 2013 hanno fatto richiesta 1.037 famiglie, di cui 117 sono state escluse: 920 avrebbero diritto e, in particolare, 750 appartengono alla cosiddetta fascia A, quella che raccoglie le persone che hanno un’incidenza più alta del canone sul reddito, e 170 sono le famiglie che ricadono in fascia B, quelle per le quali l’affitto ha minore incidenza.
«Le 170 domande in fascia B sono praticamente già tagliate fuori dal contributo, mentre delle 750 in fascia A solo una parte avrà accesso», spiega Cozzupoli. «Noi come Sunia proponiamo un rifinanziamento dell’edilizia pubblica che oggi è finanziata solo con residui della vecchia legge Gescal e in parte con le vendite degli alloggi di edilizia pubblica riscattati dagli assegnatari. Ma sono risorse marginali. Poi puntiamo alla diffusione dell’affitto a canone concordato, quello cioè che rientra in una forbice stabilita tramite un accordo dai sindacati inquilini, dai proprietari di case e dai Comuni». A Grosseto questo accordo c’è; il Sunia chiede infatti un’estensione di questo meccanismo perché consente di tenere più bassi i canoni e non solo.
«Chiediamo anche una detraibilità fiscale del canone d’affitto degli inquilini come avviene per i mutui, cosa che consentirebbe di combattere la piaga dell’affitto in nero _ prosegue Cozzupoli _ e che la cedolare secca, oggi al 15%, venga portata al 10%».
C’è poi c’è la questione sfratti. Gli ultimi dati del ministero dell’Interno fotografano a Grosseto una situazione poco consolante. Al 13 febbraio 2014 gli sfratti chiesti erano 217, quelli eseguiti 69. Quelli per morosità ammontavano a 120 solo a Grosseto, 37 nel resto della provincia. «Grosseto non è tra le città messe peggio _ conclude Cozzupoli _ ma non bisogna abbassare la guardia, anche perché al 30 marzo 2012 la graduatoria Erp contava 690 domande e solo 5 case consegnate, mentre a Grosseto sono tuttora 43 le domande di alloggio in emergenza abitativa, quella cioè di chi ha materialmente perso un tetto».
Francesca Ferri
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