Il Tirreno

Grosseto

La misura della crisi? Niente più scarti

di Paola Tana
La misura della crisi? Niente più scarti

Mobili, elettrodomestici, abiti usati: un tempo si “cambiava” tutto, ora i punti di raccolta di (ex) Coseca e Cri sono vuoti

3 MINUTI DI LETTURA





MONTE ARGENTARIO. C’erano una volta il gestore del negozio di elettronica, o quello dell’abbigliamento firmato, a fornire dritte sulle mutate abitudini economiche degli italiani. Oggi, in piena crisi, gli indicatori delle nuove povertà sono ben più tristi.

Sono _ per esempio _ i punti stabiliti dal Coseca per il ritiro degli ingombranti: sempre più vuoti. La roba vecchia resta in casa. Un tempo, a poche ore dalla raccolta sembrava di trovarsi in un mobilificio. Elettrodomestici di ogni tipo, divani, armadi, interi arredamenti per il bagno aspettavano la rottamazione in un aspetto ancora buono.

Chi gridava ai monumenti allo spreco, oggi tace. Perché in quelle “discariche ad ore” non c’è quasi più nulla, solo qualche rottame ormai inservibile. Il resto delle cose ancora buone la gente se le tiene per sfruttarle fino all’ultimo. E se proprio le butta, i bisognosi arrivano prima dei furgoni del Coseca.

Stesso destino per i cassonetti della Cri destinati alla raccolta di indumenti per i poveri. Vestiti fuori moda? Vanno bene lo stesso. Dove sono finiti i giacconi ancora con i cartellini attaccati, i pantaloni passati di moda perché a vita alta invece che bassa, “a zampa” invece che “slim”? Semplice: sono ancora addosso ai proprietari che li portano finché reggono, in barba alle tendenze.

Così si comportano i nuovi poveri gettando nel disagio ancora di più chi povero lo è da sempre e proprio da questi “sprechi” traeva una boccata di ossigeno.

Ma a questi ultimi crea guai grossi anche l’abbandono (per fortuna, sembra, provvisorio), di alcune istituzioni. Fino al 2013, infatti, ogni mese l’Unione Europea mandava i pacchi con i genere alimentari di prima necessità. All’inizio la corsa al ritiro nelle sedi della Croce Rossa Italiana e della Caritas diocesana era soprattutto da parte degli extracomunitari, poi sono arrivati i cittadini locali in un crescendo che ha raggiunto il culmine all’inizio di quest’anno. Nelle località turistiche i mesi della disoccupazione terminano con la Pasqua che però, in questo 2014, viene quasi a fine aprile. Tanti cominceranno la stagione tardi e nel frattempo comperare anche un pezzo di formaggio è un lusso.

Ma, siccome le disgrazie non vengono mai da sole, ecco che dallo sorso dicembre l’Unione europea ha tagliato l’invio dei pacchi. L’ultima distribuzione dopo Natale, poi solo qualche derrata rimasta in giacenza.

I pacchi, comunque, torneranno. Lo ha assicurato su Europa News l’europarlamentare Paolo Bortolozzi riferendo come il Parlamento Europeo, in seduta plenaria, ha approvato un piano di aiuti europei agli indigenti per 3,5 miliardi di euro per il periodo2014- 2020.

La situazione, insomma, si è sbloccata, anche se per rivedere i pacchi, tra passaggio in consiglio dei ministri ed altro, trascorreranno altri mesi. Nel frattempo, alla burocrazia supplisce la generosità della gente comune che, ad Orbetello come all’Argentario, mette sempre nel carrello della spesa qualcosa per i poveri. Che riescono così a tirare avanti.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web