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Auto in sosta, ticket scaduto, multa di 25 euro «Illegittima per il ministro, per il giudice no»

Auto in sosta, ticket scaduto, multa di 25 euro «Illegittima per il ministro, per il giudice no»

MONTE ARGENTARIO. Niente multa a chi ha il ticket del parcheggio a pagamento scaduto: se ritardi, paghi solo la differenza. Lo stabilisce una circolare del ministero dei Trasporti “dimenticata” per...

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MONTE ARGENTARIO. Niente multa a chi ha il ticket del parcheggio a pagamento scaduto: se ritardi, paghi solo la differenza. Lo stabilisce una circolare del ministero dei Trasporti “dimenticata” per quattro anni e tornata alla ribalta delle cronache in questi giorni grazie a una valanga di ricorsi al giudice di pace vinti dagli automobilisti, che hanno rimesso sui corretti binari l’operato di vigili urbani e ausiliari del traffico. Ma non a tutti è andata bene.

Non lo è stato per Maurizio Borgogni, grossetano, 46 anni, che, presa una multa per ticket scaduto in un parcheggio all’Argentario, in tempi non sospetti è stato abile a districarsi tra i codici e dimostrare che la sanzione era illegittima. Ma non è stato altrettanto fortunato davanti al giudice. Che gli ha dato torto.

«Il 12 dicembre scorso – spiega Borgogni – sono andato a un pranzo a Porto Santo Stefano e ho parcheggiato l’auto in una zona sottoposta a parchimetro. Avevo solo 2 euro in spiccioli e li ho messi tutti nella macchinetta credendo che fossero sufficienti per la sosta del pranzo. Invece ho sforato di 32 minuti».

Quando Borgogni torna alla macchina, sul parabrezza, puntuale come un orologio svizzero, c’è la multa. «La cosa strana – spiega Borgogni – era la dicitura usata cioè “sostava oltre un’ora il tempo consentito” mentre erano solo 32 minuti. Ho rintracciato la persona che ha fatto la contravvenzione, e che per inciso aveva parcheggiato in divieto di sosta diffidandomi da farle una foto che ho fatto lo stesso, e mi sono sentito rispondere di “non fare caso alla scritta che andava bene lo stesso”». Insomma, Borgogni deve pagare 25 euro. Ma tutta la faccenda non lo convince.

«Tornato a casa – prosegue – mi sono messo a cercare su Internet notizie sui parchimetri e relative multe e mi sono imbattuto in una circolare del ministero dei Trasporti dove, a seguito di una precisa domanda, risponde che le multe sono illegittime in quanto l’utente ha pagato già una parte del parcheggio, e se tarda a togliere l’auto deve solo pagare per la differenza. Ed è questa differenza che il Comune è tenuto a chiedere e non una vera e propria multa».

Borgogni fa ricorso al giudice di pace di Orbetello «per puro principio e senso di giustizia e contro ogni economica logica», spiega. La multa base è di 25 euro; ritardare il pagamento la fa raddoppiare. In più il ricorso costa 37 euro, 12 in più della multa.

L’udienza si tiene il 6 marzo. Borgogni prende un giorno di ferie e si presenta, puntuale, alle 10. La giornata è “affollata”, ci sono 16 udienze. «Il giudice ha respinto il mio ricorso e mi ha pure condannato a pagare 10 euro di spese processuali. Ho provato a fargli notare che la circolare del ministero mi dava ragione: inspiegabilmente è stato di parere differente».

Ma Borgogni non si dà per vinto. «Aspetto le motivazioni della sentenza, poi valuterò se fare ricorso. Certo, dovrò pagare un avvocato, ma non è giusto prendersi la colpa quando non la si ha. Se ho sforato di 32 minuti, pago la sosta per quei 32 minuti, non una multa di 25 euro illegittima».

Francesca Ferri

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