Il dolore
Un’altra tomba profanata al cimitero
Nuovo misterioso assalto notturno a una bara, stavolta a Scarlino. Il sindaco: «Non capisco cosa potessero cercare»
SCARLINO. Fulgida è morta nel 1947 e fino a ieri riposava in pace nel cimitero di Scarlino. I suoi cari non le hanno lasciato niente di particolare da portare con sé nell’ultimo viaggio, né lei aveva chiesto di avere vicino un ricordo. La domanda dunque sorge spontanea: perché?
«Davvero non lo capisco», dice il sindaco Maurizio Bizzarri. Lui è stato avvertito dal custode del cimitero, che non appena entrato in servizio ieri mattina si è trovato davanti a una scena tanto incredibile quanto inquietante. Qualcuno durante la notte ha profanato la tomba di Fulgida, ha rotto il marmo, poi il legno e infine con un trapano ha provato a forare lo zinco della bara. Volevano aprirla proprio.
Perché? Difficile capirlo. Quel che è certo, invece, è ciò che ha spinto i ladri al piccolo cimitero scarlinese: il rame. Prima di scagliarsi sulla tomba, infatti, hanno provato a portar via il prezioso metallo che ricopre il tetto dei forni, anche qui senza riuscirci. E alla fine, del macabro blitz non resta che una bella somma di danni e una denuncia contro ignoti. Esattamente com’è avvenuto al camposanto di Grosseto un po’ di tempo fa.
Il Comune di Scarlino non ha perso tempo a chiamare i carabinieri per segnalare l’accaduto. I militari sono arrivati subito sul posto, insieme alla polizia municipale e agli operai. «Cosa pensavano di trovare. Non so che pensare, se ci possa essere una setta, se si tratti di riti satanici», continua Bizzarri.
Da rubare, nella bara di Fulgida, non c’era niente. In compenso, tanto per rendere ancor più tetro il quadretto, davanti alla tomba il custode ha ritrovato il crocifisso che era stato saldato sopra, spezzato dal suo piedistallo. L’intento di aprire la cassa comunque è andato a vuoto: merito della buona saldatura dello zinco che ha resistito alla punta del trapano. Così come ha resistito il grande pannello di rame sul tetto dei forni. Anche qui, i ladri hanno provato a forzarlo, convinti che una volta staccato dal muro sarebbe stato più facile strapparlo via. Ma hanno calcolato male la sua resistenza e la nottata si è conclusa con un nulla di fatto, se non la firma su un atto terribile che ha portato a una denuncia e diversi danni.
A Scarlino intanto la gente è rimasta a bocca aperta di fronte alla tomba profanata. «Povera famiglia. E povera la persona che era dentro quella tomba nemmeno da morti si può stare in pace».
Fulgida, appunto. Morta nel 1947. Ma in questo piccolo cimitero di campagna se ne sono viste anche altre. Non a questi livelli, comunque. «Nella tomba della mia nonna sono state rubate tutte le piante, anche quelle finte, e il lumino la settimana scorsa. E già mi sembrava un bel dispetto. Nemmeno gli animali danno fastidio ai morti». Le bestie sì.
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