Il dolore
«Ora Poli resti dentro la casa del Pd»
Il vincitore Giuntini sottolinea il grande consenso per lo sfidante. E gli chiede di usare quel patrimonio nel segno dell’unità
MASSA MARITTIMA. Numeri strani nelle primarie di Massa Marittima. Quanto meno insoliti. Rispetto a quelle nazionali di dicembre, quando è stato eletto segretario Matteo Renzi, nel solo capoluogo l’affluenza è aumentata del 60 per cento. Su tutto il territorio comunale, del 75.
«Un afflusso anomalo su cui i dirigenti del partito devono riflettere», dice il vincitore della tornata, Marcello Giuntini. E questo fiume di persone racconta che esiste una buona fetta di partito che ha avrebbe voluto un altro candidato, lo sfidante Sandro Poli. «È indubbio che Poli rappresenta un’area importante del Pd di Massa Marittima e deve assumersene la responsabilità di fronte alla città, alla comunità e al partito».
Quello di Giuntini è in buona sostanza un appello. «Un consenso simile impone di mettersi a disposizione del Pd». Il neo candidato del centrosinistra infatti ripercorre le parole di Poli durante gli incontri pubblici: «Ha sempre detto che dopo le primarie, in caso di sconfitta, avrebbe sì dato una mano, ma senza esporsi più di tanto. E questo ora non può bastare». La differenza tra i due si è ridotta a 85 voti sui 1.650 totali. Nel capoluogo, rispetto a dicembre, sono 500 voti in più.
«Ringraziamo le 1650 persone che con pazienza, si sono messe in fila dando un enorme segnale di partecipazione, mai visto e doppiando il già ottimo dato di affluenza di dicembre» dicono dalla segreteria cittadina. Tanta gente che ha reso la sfida un testa a testa molto combattuto, in cui Giuntini non è mai riuscito a prendere davvero il vantaggio durante lo scrutinio. Per spiegare meglio: a Massa Marittima c’era ancora la fila per votare alle 20, quando in teoria i seggi avrebbero dovuto essere chiusi. L’impressione è che di questo fiume di persone, poche abbiamo scelto l’ex sindaco di Montieri. «Segno che esiste un’area importante su cui i dirigenti devono riflettere» continua il candidato.
Ma ora quello che più preoccupa Giuntini in vista del futuro è l’unione del partito, data quell’area importante che ha votato per il suo avversario. «Spero non si creino delle centrifughe che poi sono deleterie. Ma se dovesse accadere, Poli dovrà assumersene la responsabilità politica di fronte alla comunità del centrosinistra», continua il candidato. È questa la sua preoccupazione: che alle amministrative i voti per il Pd siano meno dei 1650 visti domenica.
«Deve mettersi a disposizione: è un risultato che lo vincola a farlo». E a supportare la buona fede dello staff di Poli ci sono le telefonate che i suoi collaboratori hanno fatto già domenica sera a Giuntini per congratularsi. Comunque, per qualche tempo le dinamiche Pd torneranno più soft, con l’attenzione puntata maggiormente alla scelta di eventuali nuovi alleati in coalizione. E per unire le due anime: quella del vincitore e quella importante che avrebbe voluto il suo sfidante.
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