Il Tirreno

Grosseto

Lavori urgenti, ecco la lista per Renzi

di Maurizio Bernardini
Lavori urgenti, ecco la lista per Renzi

Comune e Provincia hanno già pronto l’elenco da inviare al premier con gli edifici più bisognosi di intervento

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GROSSETO. Alcune scuole le riconosci pure a occhi chiusi, toccando muri rigati dalle crepe e infissi segnati dallo scorrere del tempo. Altre odorano di muffa, o ti bagnano il capo con il colare d’acqua dai soffitti. I primi passi del governo di Matteo Renzi partono da lì: da quegli stanzoni spesso ghiacciati, con i bagni senza carta igienica e le lavagne senza i gessi per scrivere.

La lettera di Renzi. È trascorsa una settimana da quando il presidente del consiglio ha annunciato l’invio a tutti i sindaci d’Italia di una lettera. Il tono è pressoché questo: indicate entro il 15 marzo quale scuola volete che lo Stato vi aiuti a mettere a posto. Un progetto, una data di fine lavori e una cifra. Noi, nei limiti del possibile, vi daremo una mano.

Sos da Comune e Provincia. A oggi, nel capoluogo, di quella missiva non c’è traccia. Ma poco importa: Comune e Provincia hanno assicurato che di progetti, già pronti ed esecutivi, ne hanno un sacco. Altro che una scuola per ogni Campanile, in Maremma le idee paiono essere piuttosto chiare. Mancano solo i quattrini. E se domani, come già promesso da Renzi, dovesse arrivare anche qualche atto concreto in consiglio dei ministri, allora sì che si potrebbe davvero partire con le opere.

Elementari e medie. In piazza del Duomo 1 hanno più volte detto d’avere «un vasto parco di progetti cantierabili». Tanto per cominciare, spiega il sindaco Emilio Bonifazi, «c’è da mettere in piedi la manutenzione straordinaria e l’adeguamento al sistema antincendio della scuola media di via Meda, 470mila euro. Poi ci sono lavori per tetto, impianti, e restyling completo delle elementari di via Mazzini: un milione e mezzo di euro».

Risparmio energetico in aula. Tra gli impegni snocciolati dal sindaco spunta la riqualificazione energetica dell’istituto elementare di via Einaudi: le vetrate di quell’edificio, nel febbraio di due anni fa, si misero a tremare e i ragazzi furono evacuati. Ci fu chi gridò al terremoto e chi diede la colpa a qualche sbalzo termico. Nel progetto, che giace fermo in Comune per mancanza di fondi, è prevista la sostituzione degli infissi per un migliore isolamento termico, la cura della parte superiore del tetto e una nuova copertura esterna. Il costo? 570mila euro.

Più classi per Marina. A queste opere può sommarsi l’ampliamento della capienza per le medie ed elementari di Marina e delle elementari di via Mascagni: un paio di milioni di euro, uno per parte. «Questi – dice il sindaco – sono gli interventi più consistenti. Poi è ovvio, ogni scuola avrebbe bisogno di qualcosa».

«Aspettiamo i dettagli». Ora il primo cittadino attende dal suo (ex) collega, Matteo Renzi, fatti, decreti messi nero su bianco dal governo: «Dobbiamo vedere il bando e capire quanti soldi ci sono. L’iniziativa è benemerita, per carità, ma voglio capire bene le caratteristiche del provvedimento. C’è da comprendere se è tutto a carico dello Stato o se c’è una compartecipazione e se esiste un tetto di spesa». A guardar bene, infatti, i quattrini potrebbero pure arrivare dai Comuni stessi, in virtù di un Patto di stabilità messo in un angolo.

Le scuole superiori. Sin qui le scuole comunali. E le superiori? «Il presidente dell’Unione province italiane – spiega l’assessore provinciale alle infrastrutture, Fernando Pianigiani – ci ha chiesto di fare il punto sui lavori scolastici eseguibili per poterli segnalare al governo. Siamo poco sotto i 4 milioni di euro di opere». Tanto per cominciare, a seguito di verifiche dell’Asl, servono operazioni di adeguamento e messa a norma per il liceo Rosmini, per l’artistico e l’istituto industriale del capoluogo: 400mila euro. Quasi 500 milioni di vecchie lire sono indispensabili per la sicurezza dello scientifico e dell’Ipsia di Massa Marittima, così come di urgenti cure ha bisogno anche l’istituto tecnico professionale: gli impianti vanno adeguati alle norme antincendio e devono essere abbattute le barriere architettoniche (95mila euro e spiccioli).

Interventi doppi. Tra le opere più importanti ci sono quelle che attendono il tecnico minerario di Massa Marittima. Qui la Provincia ha stilato un intervento in due parti: c’è da metter mano alla copertura e ai serramenti (200mila euro), da curare la sicurezza e da fare un restauro conservativo delle facciate, altri 680mila euro. Per la Provincia sono urgenti anche i lavori di ripristino degli impianti del tecnico nautico di Porto Santo Stefano e la loro messa a norma, 62mila euro. Tra le scuole che palazzo Aldobrandeschi segnala all’Upi la parte del leone la fa il commerciale: due distinte azioni, messa a norma e sostituzione infissi esterni (550mila euro) e rifacimento della facciata (600mila euro), per un investimento da un milione e 150mila euro. Interventi simili a quelli che attendono il liceo classico di Orbetello, 200mila euro per rifare la facciata, e il geometri di Grosseto, 360mila euro tra messa a norma e sostituzione infissi esterni. L’ultimo plesso segnalato dalla Provincia è il commerciale di Follonica: ampliamento e ristrutturazione dell’istituto valgono una spesa di 600mila euro.

Obiettivo: la sicurezza. «Sono tutti interventi che possiamo fare nell’immediato – assicura Pianigiani –. D’altra parte, il nostro primo obiettivo è la sicurezza di alunni e personale scolastico. Poter spendere certe somme, magari sbloccando il Patto di stabilità, ci permetterebbe di dare risposte importanti entro un’annata». Sulla stessa linea l’assessore del Comune di Grosseto alla pubblica istruzione, Luca Ceccarelli. «Abbiamo un’edilizia scolastica che poteva andare bene trenta, quarant’anni fa – spiega Ceccarelli –. Tante le scuole da rimettere a posto. È giusto che la politica si muova in questa direzione. Ora, in attesa di fondi per costruire nuovi istituti, quel che conta è mantenere al meglio quelli che abbiamo. Tutto sempre nella consapevolezza che lì dentro, tra quelle mura, ci sono gli insegnanti, il personale e i nostri ragazzi». Come dire: nelle scuole c’è il futuro del Paese, le sue fondamenta. Che almeno siano solide.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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