Finanza
Geotermia e libici: Barbagli replica
Il candidato di A/gente comune a Scheggi (Pd): «Parli la Sani»
CINIGIANO. Bagarre preelettorale, a Cinigiano, fra affondi e attacchi anche pesanti. A Marzio Scheggi (ex sindaco ed ex segretario provinciale del Pd, sostenitore della candidata Romina Sani), che nei giorni scorsi ha duramente bacchettato il candidato Giovanni Barbagli che, a sua volta, aveva criticato la Sani per aver in passato votato a favore della geotermia, il candidato a sindaco della civica A/gente comune, il Comitato per Barbagli sindaco replica altrettanto duramente.
«L’uscita di Marzio Scheggi sindaco di Cinigiano per dieci anni, non sorprende né per i toni né per gli argomenti – dice Barbaglia – ma semmai urta le per le falsità che dice. È ormai prassi in certi politici delegittimare i propri avversari con parole in libertà, trasformando la verità in falsità gratuite. E poi, semmai, ci saremmo aspettati l’uscita della candidata a sindaco Sani a cui certamente non manca la capacità e l’esperienza per ribattere sul tema della geotermia. Non c’è bisogno di essere stati consiglieri regionali per sapere leggere quello che dicono i documenti della Regione Toscana. L’ufficio tecnico del comune di Cinigiano, fra i comuni coinvolti nella vicenda geotermia, fu l’unico a dare parere tecnico favorevole e fra lo stupore generale degli altri comuni, parve quello, il vero parere politico, segno della forza di quell’ufficio».
Scheggi aveva anche sollevato la vicenda dei rifugiati libici collocati, due anni fa, nella casa Sollievo di Monticello e, due giorni dopo, trasferiti – insieme ai fondi statali previsti per chi li ospitava – in una struttura di Cinigiano su interessamento dell’associazione Croce d’Oro di Bagno a Ripoli di Barbagli. «Nemmeno i libici ci lascia il Comune», ebbero a dire i monticellesi.
A fronte di queste verità sacrosante, il comitato pro Barbagli rafforza le convinzioni della sua scelta: «Le scelte amministrative di Cinigiano non sono sempre state a favore dei cittadini», dice il Comitato. «Il nostro candidato Barbagli è onesto e preparato e rispetto ai suoi trascorsi politici di militante in Rifondazione comunista noi non guardiamo alle bandierine. Faremo una lista badando alla qualità delle persone, mettendo come priorità i rapporti umani, la solidarietà e l’apertura ai cittadini, tutti valori che Barbagli possiede. Per quel che riguarda le sue competenze è lo stesso Scheggi che le elenca. A noi piace sottolineare il fatto che, in pensione, si dedichi al volontariato, come anima della Croce d’Oro di Ponte a Ema. Questo vorrà dire qualcosa?».
E Barbagli stesso commenta l’attacco dell’avversario citando un detto indiano: «Quando le persone sottovalutano i tuoi sogni, si lanciano in critiche feroci verso di te e ti criticano, ricordati che raccontano la loro storia». (f.b.)
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