Sicurezza
«Prima rinunci ai privilegi, poi non dica cose errate»
CINIGIANO. Dopo intervento di Giovanni Barbagli sul Tirreno di venerdì, da Marzio Scheggi, ex segretario del Pd ed ex sindaco di Cinigiano, arriva una lettera aperta. «Le fasi elettorali sono...
CINIGIANO. Dopo intervento di Giovanni Barbagli sul Tirreno di venerdì, da Marzio Scheggi, ex segretario del Pd ed ex sindaco di Cinigiano, arriva una lettera aperta.
«Le fasi elettorali sono occasioni per conoscere chi si propone come candidato. Nei contenuti e nello stile con cui ci si presenta si rendono evidenti le proprie caratteristiche e si tenta di far vedere il lato migliore. Credevo di conoscere bene Giovanni Barbagli, ma nella sua prima uscita mi ha stupito. Barbagli non è un giovane politico, ha 72 anni in gran parte vissuti facendo politica lontano da Cinigiano. Nel suo Bagno a Ripoli è stato consigliere e assessore. Dal 2000 al 2005 consigliere regionale e presidente del gruppo di Rifondazione, quindi, passato ai Comunisti, è nominato dalla Regione presidente dell'Agenzia regionale sanitaria. La sua storia e la sua origine dovrebbe consentirgli di comprendere la differenza tra verità e mistificazione della realtà. Non posso credere, che chi ha svolto questi incarichi, non conosca la differenza fra una valutazione tecnica ed una scelta politico/amministrativa di un Comune. In tutte e due i casi è un fatto grave per chi si candida a sindaco. I Comuni del comprensorio hanno tutti detto un chiaro no alla geotermia in Val d'Orcia. Questa è la verità. Ma evidentemente la distanza o il desiderio di raggiungere un ruolo a tutti i costi non gli consente di essere politicamente lucido. Forse è proprio per queste dimenticanze che, poco più di due anni fa, Barbagli attraverso la sua associazione “Croce d'Oro di Bagno a Ripoli”, concordò con la Regione di dirottare a Cinigiano, nella Casa per ferie, un gruppo di profughi libici, senza condividerlo con gli amministratori comunali. Cinigiano accolse i profughi, ma quella di Barbagli fu arroganza? prepotenza? Certo nessun rispetto per le comunità locali. I nostri sistemi sociali ed economici fanno fatica, la politica ha la responsabilità della crisi e anche di trovare i metodi per uscirne. Cambiare oggi vuol dire tante cose, come essere capaci di dare buoni esempi. Quando si chiedono sacrifici bisogna saper rinunciare anche ai privilegi. Penso ai vitalizi degli ex consiglieri regionali, di cui Barbagli fa parte: costano nel 2014 ai toscani 4,6milioni. In Toscana ci sono 287 comuni, di cui la maggior parte piccoli come Cinigiano, che non ce la fanno più a mantenere i servizi. Se Barbagli, come tutti gli altri, rinunciassero a questo privilegio e le stesse risorse fossero destinate ai piccoli comuni, Cinigiano per esempio, potrebbe risolvere non pochi problemi e dare risposte concrete per il futuro dei suoi giovani».
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